Recensione su Sul globo d'argento

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27 Novembre 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Andrzej Zulawski
Na srebrnym globie

Il Governo polacco fermò la produzione del film da subito, mentre la troupe era in riva al Mar Baltico per girare una parte delle scene.
E’ in questo periodo che il set cinematografico con decorazioni, costumi ed oggetti di scena venne distrutto i. I costumisti, i truccatori, gli sceneggiatori e gli altri membri dello staff conservarono nei propri appartamenti quello che riuscivano a trovare e salvare. Due anni di lavorio bruciati, letteralmente.

Correva l’anno 1977 e la Polonia era il gioiello dell’Impero Sovietico, il suo fiore all’occhiello e ciò che non rispettava determinati canoni veniva censurato. Addirittura in Italia, oggi, non c’è una copia in vhs o in dvd e devo ringraziare la Underground pulp zine per aver postato un link da youtube dove poter reperire in modo completo “Sul globo d’argento” :
http://www.youtube.com/watch?v=9eIJvT-ljw8.

Sul Globo D’Argento è un film fantascientifico diretto da Andrzej Zulawski. Il regista non sapeva quante ne avrebbe passate. La trama concerne un gruppo di astronauti in fuga, fuggono dalla Terra per finire su un pianeta simile alla stessa. Qui essi cercano, come possono, di ricominciare daccapo. Nelle due ore e mezza di film i temi affrontati sono tanti.
E’ un bel minestrone che lascia allo spettatore vari spunti di riflessione

Tutto comincia con un volo.
Il volo inteso come insuccesso ma anche come successo se pensiamo all’esito finale, il raggiungimento di un Pianeta dove iniziare da zero. Vita ricominciata grazie ad un atterraggio di emergenza ma che succede ai nostri ?
Vogliono, si, trovare il loro piccolo Paradiso però ripeteranno una serie di errori. L’uomo è un animale diabolico, cerca la pace ma trova la guerra.
E’ paradossale in effetti ma è proprio quello che accade.
Nel corso della vicenda i nostri elaborano una micro-società difettosa.
A renderla tale non è il fatto che la violenza sia uno dei valori predominanti. Essa è difettosa poiché povera di risorse umane e materiali. Una società medievale dove per Medioevo intendo buia e chiusa. E non basta la procreazione a far fare un balzo in avanti a questi miserabili. Dopo pochi anni, dell’equipaggio, ne rimarrà solo uno, Jerzy, il quale è paragonato a una divinità. E’ sua la scelta di rimandare indietro, sulla Terra, il video documentaristico girato nei decenni. Sarà Marek, dalla Terra, ad affrontare un viaggio per vedere quello che è successo in questo pianeta parallelo, così diverso e allo stesso tempo così uguale.
Ancora il tema religioso.
Accolto come il Messia aiuta i figli dei coloni a ribellarsi ai nativi Szerns.
Presto però si renderà conto della megalomania che lo circonda, in un paese scosso da fame e malattie, violenze di ogni tipo, torture e riti tribali, schiavitù e guerre.
La pellicola complessivamente non è male, è abbastanza riflessiva ma ha un grosso difetto: i vari tagli che appesantiscono un film di per sé già pesantino di suo.
Ciò non toglie che resta una grande opera: fantascienza di confine che abbatte i confini, una pellicola nichilista d’oltre cortina in un mix tra teatralità e grottesco in un film nel film, non è un caso se uno dei protagonisti ha una telecamera che immortala l’evoluzione o involuzione, che dir si voglia, della civiltà extraterrestre.

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