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Recensione su Mystic River

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28 gennaio 2013

Clint Eastwood dipinge a tratti scuri questa drammatica storia rendendola emotivamente coinvolgente, in una Boston fredda e cupa.
I tre amici d’infanzia e i tre adulti, i nomi scritti sul cemento a futura memoria, segni di un tempo che scorre inesorabile.
L’omicidio intorno a cui ruota l’intreccio è quasi un pretesto.
I rapporti tra i tre ex-compagni di giochi, la casualità che ha voluto che Dave e non un altro salisse su quell’auto, il modo in cui i caratteri dei ragazzi si sono temprati divenendo adulti, sono i temi forti del film.
Un finale che è la tragica, freudiana, chiusura di un cerchio che inizia il giorno del sequestro.
Sean, il buono della situazione, è combattuto tra il dovere della professione di legge e i legami del passato.
Dave convive con il suo segreto, che a tratti torna a turbarlo.
Ottime le performance dei tre attori principali: la pacatezza di Kevin Bacon, l’enfasi di Sean Penn, l’espressività assente e insieme turbata di Tim Robbins (questi ultimi due vincono l’oscar rispettivamente come attore protagonista e non protagonista).

4 commenti

  1. Notta / 28 gennaio 2013

    Ottima recensione 😀
    Tra l’altro nulla da togliere a Tim Robbins o Sean Penn,ma mi è un pò dispiaciuto che Kevin Bacon non abbia vinto niente per il suo ruolo

  2. hartman / 28 gennaio 2013

    Forse aveva il ruolo più “normale” o “normalizzato” dei 3 e quindi non è sicuramente un’interpretazione che si fa notare, però io l’ho trovata davvero efficace nella sua pacatezza (e in tutta franchezza devo dire che a me Kevin Bacon non mi ha mai esaltato)..

  3. Notta / 28 gennaio 2013

    @hartman neanche a me non mi ha mai così esaltato,ma in Mystic River mi è piaciuto tanto, forse appunto per come è riuscito a rendere questa assoluta pacatezza del suo personaggio

  4. mat91 / 28 gennaio 2013

    Kevin Bacon qui è come Ringo Starr nei Beatles: la sua forza è di essere quello “comune”, che fa da contraltare alle grandi (e ingombranti) personalità degli altri 😉

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