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Recensione su Mystery, Alaska

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Soffocato dalle sottotrame / 10 ottobre 2017 in Mystery, Alaska

Nel freddissimo paesino di Mystery in Alaska l’hockey è una religione, infatti praticamente tutti i cittadini giocano, con delle partite che si tengono il sabato molto sentite. Ad un tratto, un ex cittadino scrive un articolo su Sports Illustrated, attirando l’attenzione addirittura della NHL e dei New York Rangers per fare un clamoroso match. L’idea sarebbe anche buona, il guaio del film è che per la sua durata di quasi due ore (eccessiva) va ad infangarsi in millemila sottotrame: abbiamo lo sceriffo (Russel Crowe) buttato fuori dalla squadra per far posto ad un giovane, che a sua volta è preso dall’avere il primo rapporto sessuale con la sua ragazza. Poi c’è il sindaco che viene cornificato dalla moglie con uno della squadra, il severo giudice (Burt Reynolds) che poi diventa allenatore della squadra, non senza aver problemi con il figlio, anche lui coinvolto nel gioco. Insomma, troppa carne al fuoco e spesso e volentieri noiosa e poco utile ai fini della trama. Di hockey se ne vede troppo poco e il match arriva appunto dopo troppo tempo: non ne vale la pena. Quanto al cast abbiamo già visto i due attori più importanti, inoltre vanno menzionati Hank Azaria, Mary McCormack e Mike Myers in un ruolo minore. Un film sportivo senza una vera identità, che si perde in troppi racconti extra-partita: un potenziale film da 6 che si affossa per queste scelte. Peccato.

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