Recensione su My Son, My Son, What Have Ye Done

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23 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

É questo, come si capisce, il film di Herzog, Werner, prodotto da Lynch, David. Il che basta per esserne abbastanza preoccupati.
Cerchiamo di stare sul pezzo, siamo in California e un tizio picchiarello ammazza con una sciabola la madre con cui viveva e si rinchiude in casa sostenendo di avere due ostaggi. Dapprima arrivano due poliziotti, di cui uno è quella faccia millesfoglie di rughe di Willy Defoe, poi tanti altri, si trasforma in un vero e proprio assedio.
Giungono anche la fidanzata e il regista della compagnia di teatro dilettante con cui lo zuzzurellone recitava, ed è tramite i loro flashback che si ricostruisce l’intera vicenda. Anche se dir “ricostruisce” è una parola grossa. Non si capisce innanzitutto perché una dovrebbe stare fidanzata con uno così, del tutto fuor di melone. Il rapporto madre-figlio è malatissimo, la madre domina l’intera vita del figlio e il loro rapporto è tremolante e nervoso come la gelatina che lei gli propina in continuazione anche se lui odia. Mammà ha una casa piena di suppellettili a forma di fenicottero rosa. Ha anche due fenicotteri rosa. Alla fine si scoprirà che gli ostaggi non erano proprio ostaggi, bensì i due fenicotteri rosa. Che si chiamano MacDougal e MacNamara, per la cronaca. Il figlio recitava, anche se poi era stato allontanato, in una compagnia che stava provando l’Oreste, la tragedia di Eurupide in cui l’eroe uccide la madre (il figlio di Agamennone e Clitennestra, per capirci, che bel nome Clitennestra, e no, non credo sia per la somiglianza con la parola clitoride, che ignoro, è bello di per sé).
Ovviamente arriva anche il nano, avoja, Herzog e Lynch coi nani vanno a nozze, poi gli struzzi e la foresta peruviana, dove il figlio ha perso tutti gli amici con cui doveva fare rafting ma ha trovato l’illuminazione divina.
Finisce che non ci si è capito troppo. Ora. A me è piaciuto, ma dire che è un film che dipinge una rappresentazione dell’assurdità del mondo e della vita umana mi sembra una scorciatoia che potrebbe giustificare qualunque cazzata. Per cui bandiera bianca, detto che i filmissimi di Herzog sono quelli vecchi, a me è piaciuto abbastanza ma non so, né voglio sapere, il perché.

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