Recensione su My Son, My Son, What Have Ye Done

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17 aprile 2014

Una pellicola enigmatica e delirante, mi ha mi ha preso un sacco e l’ho guardato con estrema attenzione e curiosità.
Ciò che ho amato di più è il parallelismo con la tragedia di Oreste, davvero incredibile. Ho amato il modo in cui il personaggio di Brad si appropria di quello di Oreste e lo usa per giustificare, quasi, le sue intenzioni. E’ come se la vicenda di Oreste l’avesse illuminato, gli avesse finalmente chiarito la natura di quelle pulsioni verso la madre. Straordinario. Io ritengo che benché tutti e tre i grandi tragici abbiano scritto su questa tragedia, la fonte originale di ispirazione sia certamente l’Oreste di Euripide, sia per le affinità comportamentali tra Brad e Oreste, sia per la presenza di un coro tutto al femminile.
Mi sono innamorata di tutti gli attori presenti sulla scena a partire da Shannon che a fare il matto è proprio bravo anche se riconosco che sia un peccato il fatto che non riesca ad interpretare molto altro.
Non conosco benissimo Herzog come regista, quindi ovviamente mi limito al caso di questo film in particolare, però conosco un pochino meglio Lynch e posso dire che qui ci sta proprio tutto. Ci sono molti dettagli che riconducono alle sue opere (il cognome del detective, “Havenhurst” che è anche il nome della via in cui abita la zia di Betty nel film Mulholland Drive, per dirne uno) e le atmosfere sono quelle caratteristiche di film come Strade Perdute e il già citato Mulholland Drive – questo mi ha emozionata ancora di più, sarà che sono nel pieno della scoperta di questo straordinario regista.
Il mio voto è un sette che però è più un sette e mezzo ma certamente non un otto. Cosa non mi abbia convinto nel film non so dirvelo con esattezza, è stata una sensazione. E’ come se ci fosse qualcosa che manca e che rende il tutto un po’ “meno” di quanto sarebbe potuto essere, insomma, uno sfruttamento parziale del potenziale narrativo.

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