Recensione su My Fair Lady

/ 19647.598 voti

7 Febbraio 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Nell’Inghilterra del primi del ‘900, il famoso glottologo Henry Higgins scommette con l’amico Pickering che riuscirà a trasformare una comune popolana in una dama di alta classe, tale da non sfigurare in mezzo alle persone dell’alta società. La prescelta è la fioraia Eliza Dolittle, che viene sottoposta a un tour de force incredibile comprendente modo di parlare, vestirsi, mangiare,leggere, scrivere, comportarsi… insomma veramente estenuante per chiunque. E difatti per alcuni mesi sia Eliza che il professore sono perennemente in sull’orlo della crisi più profonda a ogni minimo fallimento, ma alla fine il miracolo si compie: dopo sei mesi Eliza è una giovane donna sofisticata che non ha più nulla in comune con l’umile fioraia di prima, tant’è vero che riscuote pure successo nell’alta società! Cosa potrebbe volere di più? Per esempio il fatto di non dover più andarsene alla fine dell’esperimento, e rimanere col suo professore…

Tratto dall’opera PIGMALIONE (1912) di George Bernard Shaw, da cui già nel 1956 era stato tratto un applauditissimo musical,il film è ormai uno dei classici di questo genere, talmente famoso che nel 1998 venero addirittura messe in vendita due Barbie con le fattezze della protagonista, in una speciale collezione di Barbie dedicate a personaggi famosi del cinema.
Che dire di questo film? Una sola cosa: da vedere, consigliato anche a chi non è un gran fan di musical, prima di tutto per il significato della storia, che rimanda al mito greco di Pigmalione ma in salsa meno tragica e con lieto fine per nulla scontato però: infatti il percorso intrapreso da Eliza e dal professor Higgins,partito come una semplice scommessa, apporterà profondi cambiamenti non solo alla pupilla(come in origine doveva essere) ma anche al severo professore, che nella sua vita non ha mai lasciato che un sentimento di qualsiasi tipo sconvolgesse la sua vita tranquilla e ordinata, e quando lancia la scommessa si illude che tutto rimarrà come prima: illuso! Innanzitutto Eliza è una popolana sì, ma con un cuore e un’anima molto più grandi di quelli che il professore pensa,e soprattutto con un caratterino davvero forte:accetta di buon grado l’offerta del professore per sfuggire a una vita di miseria non solo materiale, ma i loro battibecchi durante le lezioni, dovuti alla scarsa pazienza di Eliza soprattutto con la lingua corretta (chi non ricorda il famoso LA RANA IN SPAGNA GRACIDA IN CAMPAGNA?) sono il sale di questo film;naturalmente Audrey Hepburn dà un’altra delle sue magistrali prove cinematografiche, quasi sdoppiandosi nella Eliza caciarona e popolana prima, per poi tornare alla sua famosa eleganza e stile quando interpreta Eliza convertita in perfetta lady.Viceversa Rex Harrison è stata la scelta più giusta per il severo e represso Higgins, anche se a me personalmente ha lasciato indifferente.
Oltre ai due attori occorre naturalmente menzionare le musiche e canzoni indimenticabili, elementi essenziali per un musical. Nel 1965 il film vinse ben otto premi Oscar:miglior film,regista,attore protagonista, fotografia, scenografia, costumi, colonna sonora e sonoro, oltre a tre Golden globe (musical,attore e regista) e un David di Donatello per il miglior film straniero.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext