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Sfida infernale

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Sfida infernale
Regia:

L’occhio acuto e sensibile di Ford / 21 Gennaio 2014 in Sfida infernale

Il più rognoso tra i critici cinematografici, il terribile Bosley Crawther, ebbe a dire a proposito di questa pellicola che “ogni scena è il prodotto di un occhio acuto e sensibile, un occhio che ha piena comprensione della bellezza che risiede nella gente rude di un mondo rude”. Analisi perfetta che estenderei a buona parte del cinema di John Ford. Quanto alla magnifica interpretazione di Henry Fonda, non saprei davvero decidermi tra questo calmo e signorile Wyatt Earp e il colonnello Thursday di “Fort Apache”; ma perchè scegliere in fondo, un attore così merita ben più di una stella sulla Walk of Fame. Fantastico anche Victor Mature nei panni del tubercolotico Doc Holliday. Se andate cercando la vecchia Tombstone e la vera sfida all’ O.K. Corral le trovate proprio qui, catturate in uno splendido bianco e nero dall’occhio acuto e sensibile del Guercio.

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Mitologia estremo-occidentale / 5 Marzo 2011 in Sfida infernale

Non so se sia il western più famoso di Ford, come devo aver letto da qualche parte. Certamente, nella sua semplicità strutturale, è quello che con maggior limpidezza enuncia il canone della mitologia western fondativa degli United States come nazione civile. Dopo aver conquistato grazie a coraggiosi avventurieri mezzo fuorilegge i grandi spazi aperti e spopolati del west (ok, c’erano quei quattro straccioni primitivi dalla pelle rossa, ma si può lasciare tutta quella terra a gente così? Il progresso è il progresso, cavolo…), occorre instaurare legge ed ordine, fondare le istituzioni… Per questo i fratelli Earp devono sconfiggere i Clanton; per questo il nobile d’animo e tormentato, ma poco rispettoso della legge, Doc Hollyday deve uscire di scena, insieme all’equivoca (per professione) Chihuahua. Per Ford legge e ordine sono necessari, anche se i “migliori” possono non applicarli sempre; ma i loser gli sono più simpatici e vicini, probabilmente, in quanto più genuini, spontanei, coerenti con se stessi, umani. Ecco perchè Henry Fonda è perfetto nei panni di Earp, come lo sarà ne “Il massacro di Fort Apache”: un uomo che in nome della legge e delle convenzioni sociali mantiene un ferreo controllo sulla propria natura e sui propri istinti, al punto di risultare quasi inumano e da vedersi costretto a chiedere ad un barista se sa qualcosa dell’amore (“No, signore, ho fatto il barista per tutta la vita”).
Non è mitologia questa? Pensiamo ai Greci antichi, ad esempio; come non ricordare i diversi miti di liberazione del territorio dal selvaggio e mostruoso (Teseo, Ercole…) e la successiva emarginazione degli eroi medesimi da parte della società ormai organizzata attorno a figure meno affascinanti ma più controllabili?
Ford tornerà finchè gli sarà possibile a raccontare questo mito: basti pensare a film come “Sentieri selvaggi” e “L’uomo che uccise Liberty Valance”.

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