Recensione su Mulan

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Non la solita storia sulla “principessa”… / 31 dicembre 2015 in Mulan

A 6 anni di distanza da “Aladdin”, la Disney dedica un nuovo lungometraggio al mondo orientale e il suo obiettivo si focalizza sulla Cina imperiale e sulla storia della giovane Mulan. Destinata a divenire una concubina come le altre, la ragazza prende in mano le redini del suo destino e decide di “travestirsi” da uomo per arruolarsi nell’esercito imperiale, chiamato a fronteggiare la minaccia degli Unni.

Un lungometraggio Disney sicuramene diverso dagli archetipi standard poiché non è la principessa a dover essere salvata dal belloccio di turno, ma è lei stessa a dover salvare qualcosa di più grande: la propria nazione (motivo per cui il film è stato censurato nella repubblica popolare cinese).

Essendo questo uno degli ultimi lungometraggi disegnati “a mano” ho trovato i disegni molto affascinanti, soprattutto i paesaggi che sembrano usciti da dalle stampe cinesi. Belle anche le canzoni e in particolare “Be a man”.

Un punto in meno invece per la caratterizzazione del villain di turno. Eccetto la mole minacciosa e le doti da leader, il generale degli Unni mi è sembrato poco interessante e a tratti banale. Punto in meno anche per la scelta di affidare il doppiaggio di Mushu, il draghetto che accompagna Mulan nella sua avventura, ad un incompetente come Enrico Papi (e ancora mi chiedo chi abbia permesso questa scelleratezza).

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