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Recensione su Mud

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4 settembre 2014

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Ellis è un babbinetto (quello di The tree of life ,per la precisione, film che divide abbastanza) il quale vive su un barcone sul fiume tra tanti altri barconi sul fiume coi genitori, ammollo in una vita e una economia da fiume. Mangi pesce. Vendi pesce. Così. Il fiume è il Mississipi, sai, l’America, le alluvioni, i battelli con la ruota e i niggas che scaricano balle di cotone, il banjo. Ecco, no 😀 I mean, nì, con il suo amico Neckbone (idolo per come ritrosamente se la spaccia, scelto come bimbetto spalla dopo millanta provini tra la popolazione locale) trova una barca su un albero su un’isola (solo?), e su quella barca ci sono dei porno. How crazy is that!?! No, perché i porno sono di questo tizio, named Mud (chiaramente nome-uomo), a sua volta il quale barbonescamente vive lì nascondendosi in attesa di fuggire e riprendere la sua bella, una gnocca e consunta e stupida Reese Witherspoon. Mud chiede loro aiuto per far ripartire la barca. Nel frattempo: dei cattivi lo cercano (cattivi cattivi ma non molto tridimensionali) per ucciderlo, quindi per Ellis è l’avventura di una vita, Ellis crede nell’amore, a Ellis piace una, i suoi divorziano e sta per dovere andare a vivere in città. Perché si sa, nei film succede sempre tutto insieme. Quindi Ellis è il ragazzo della via Gluck. Tradizionale, storia di formazione e crescita attraverso eventi più e meno ordinari. Il personaggio di Mud, quasi magico, è il solito mostruoso Matthew McConsonantiacaso; qui nella parte di uno sfigato eptasconfitto dalla vita, però a un certo punto estrae il fisico di Schwarzy :/ e vive di superstizioni e ripetizioni, e tatuaggi e rimpianti, passati e futuri. E Tom Sawyer, dove lo mettiamo? Protagonista anche la natura, la distesa del e sul fiume, il senso di libertà e di Smilla (il mio gatto si chiamava Smilla, visto che chiedi ca**o c’entri u_u), che non è più la natura di Tom Sawyer ma quella odierna, innestata qua e là di artefatti in disuso e arrugginiti che spuntano dalla foresta e dai serpenti. Uno dei film con più violenze sui bimbi degli ultimi tempi, Ellis se le prende da quasi tutti, e sarebbe il caso smettesse di provare a darle. Happy ending (ma che battute volgari :/) grazie al tiratore scelto e restart. Per Mud la vita nuova sta sull’orizzonte del fiume, per Ellis la morale è che in città ci sta assai meno libertà ma più gnocca che scorre rispetto al fiume (per questo si disgregano le comunità rurali/fluviali). Importante è, il fiume.

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