Recensione su Mr. Beaver

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Un tema forte e interessante, ma che andava sviluppato meglio. / 30 Gennaio 2016 in Mr. Beaver

Trovo che Jodie Foster abbia del talento, oltre che come attrice anche come regista, con il suo “il mio piccolo genio” mi aveva incantata, ma questa volta purtroppo non è riuscita a convincermi del tutto.
Il soggetto del film è il male di vivere, la depressione che fa a pezzi la vita di un manager di successo fino al giorno in cui trova in uno scatolone un pupazzo a forma di castoro che gli ridà fiducia, sicurezza e amore verso sé stesso.
Quell’aiuto si trasformerà però ben presto in una forma di ossessione che rischierà di allontanarlo definitivamente dai suoi affetti più cari.
Jodie si avventura in un mondo molto difficile senza riuscire a cavarne nulla, o perlomeno senza dare ciò che aveva promesso all’inizio, l’idea del pupazzo metafora della maschera dietro cui nascondersi per non affrontare le proprie responsabilità è un’idea ottima, ma così come il punto saliente del film, la depressione del protagonista, viene presentata in modo troppo fittizio, cavilloso.
Il protagonista, un Mel Gibson ormai lontano dai fasti di “Bravehearth” e di “Arma letale”, l’ho trovato troppo rigido nella sua parte.
Il risultato finale è un film che non emoziona, sempre in bilico tra la noia e il tragicomico. Peccato perché viste le premesse e la bravura della Foster ne poteva uscire fuori davvero un ottimo film.

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