Recensione su Moulin Rouge!

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Cause you can Can Can / 4 Maggio 2016 in Moulin Rouge!

Solo uno svitato come Baz Luhrmann poteva uscirsene con un film di questo tipo, in cui la rappresentazione della bohème parigina a cavallo tra Ottocento e Novecento si fonde con la modernità della cultura pop della seconda metà del ventesimo secolo.
La sceneggiatura si basa su due capolavori dell’opera italiana, La Bohème di Puccini e La Traviata di Verdi, su cui vengono innestati personaggi realmente esistiti (Henri de Toulouse-Lautrec, in un ruolo tuttavia non esattamente canonico, e il musicista Erik Satie), per donare un tocco di verosimiglianza storica ad una ricostruzione che diversamente sembra quasi volare in un parallelo mondo fantastico, nonostante l’inequivocabile ambientazione parigina.
Lo stile di Luhrmann è dirompente e frenetico, richiama in modo deciso il videoclip à la MTV, ma omaggia chiaramente anche i classici del musical anni Cinquanta.
Quello che più resta impresso del film, al di là della storia fortemente bohémien, è sicuramente la colonna sonora che mescola danze e sonorità dell’epoca (mais oui, le Can Can) a celebri canzoni pop dagli anni Sessanta ai Novanta. Ce n’è davvero per tutti i gusti: dai Beatles a Elton John, dagli U2 ai Queen, passando per Madonna, David Bowie, Phil Collins.
In alcuni momenti il ritmo diventa vorticoso in maniera trascinante, come nel geniale medley tra il remake della Lady Marmalade del trio anni Settanta Labelle e Smells Like Teen Spirit dei Nirvana.
Ma anche la rivisitazione di Roxanne dei Police, che diventa un sensualissimo tango, è notevole.
Per il resto non passano inosservati i colori (sempre caldi durante i travolgenti spettacoli) e i bellissimi costumi e scenografie, pronti a regalare gli unici due oscar conquistati dalla pellicola.
Buona prova (anche canora) di una Kidman nel suo momento di massimo splendore (e appena ripresasi dalle fatiche kubrickiane di Eyes Wide Shut) che affianca un discreto Ewan McGregor, in quel periodo in piena febbre da spade laser, essendo a cavallo dei primi due impegni nella trilogia prequel di Star Wars.

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