Recensione su Motorpsycho!

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un altro cult / 11 ottobre 2014 in Motorpsycho!

Devo ammettere che fino a non molto tempo fa non avevo approfondito molto la conoscenza del cinema di Russ Meyer, ma da quando mi son dedicato con più tempo e pazienza alla visione dei suoi film posso dire che sta diventando il mio regista preferito.
Oggi mi son voluto vedere Motorpsycho!, un suo film del 1965, e devo dire che così come era successo con Faster, Pussycat! Kill! Kill! non son riuscito a togliere gli occhi dallo schermo, ero come rapito, e credetemi non sempre mi succede. Anche in questo film si respira una generale atmosfera di violenza, mai troppo esplicita, almeno per come la intendo io, e a volte son presenti dialoghi vagamente sexy anche se a volte un po “stupidi” e scontati. Non mancano inoltre le tette, uno dei suoi marchi di fabbrica, la presenza di donne procaci e fatali sembra essere indispensabile in ogni suo film.
La trama tutto sommato è semplice: 3 ragazzi sbandati vagano per il deserto in sella alle loro moto, compiendo atti di violenza e stupri; Brahmin, un ombroso e violento reduce del Vietnam; il narcisista Dante e lo stralunato Slick, con perennemente una radiolina attaccata all’orecchio per ascoltare la sua amata musica Rock. Dopo aver stuprato la moglie del dottor Cory Maddox scapperanno nel deserto, inseguiti dallo stesso Maddox e da Ruby, una procace donna di origine francese a cui i 3 delinquenti hanno appena ammazzato il marito. E se volete sapere come finisce vedetevelo.
Nel film compare con un ruolo marginale anche lo stesso Meyer, nel ruolo dello sceriffo. Un film che a me è davvero piaciuto moltissimo,e che sicuramente non sarà l’ultimo di Meyer che vedrò, anzi, ho già in programma di trovare Mudhoney.speriamo.

1 commento

  1. Bisturi / 11 ottobre 2014

    @scourge “Faster Pussycat Kill! Kill!” e “Motorpsycho” sono i due film migliori di Russ Meyer, i suoi due cult per eccellenza, nei quali erotismo, violenza e “critica della società americana” meglio si fondono. In questo specialmente si percepisce il malessere di una società allo sbando con l’incombente ombra del conflitto in Vietnam, non per altro uno dei tre è un reduce. Per certi vesi un’opera che anticipa una certa estetic che poi sarebbe stata la fonte di film quali “Taxi Driver”, ovviamente sviscerata da Scorsese ed altri con mano più abile. Comunque un bel film.

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