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Recensione su Morte a Venezia

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27 febbraio 2013

E’ un film di rara bellezza e di grande impatto visivo. Il binomio Mann-Visconti si esplica in un film d’essay (adesso si usa così poco), in cui la narrazione passa in secondo piano rispetto alla filosofia di un personaggio magistralmente interpretato da Dirk Bogarde (già presente ne La caduta degli dei). Il suo professore in declino, ossessionato dalla ricerca della bellezza e dal rapporto tra arte e realtà non ha bisogno di lunghi discorsi per rivelarsi al pubblico e ripropone il tema del declino fisico e della corruzione del corpo in un valzer di sguardi e comportamenti significativi.
Il ritmo è volutamente rallentato ma questo non ha importanza. La colonna sonora che accompagna il film si rivela una scelta perfettamente allineata con la maestosità registica di Visconti.
E’ un’opera molto interessante che diviene ancora più nitida a fine visione e che si gode ancora di più ripensando alle piccolezze ed ai dettagli che sono stati proposti.

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