Recensione su Moonlight

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Andiamo oltre l’apparenza. / 30 Aprile 2017 in Moonlight

Moonlight di Barry Jenkins è uno dei film meno capiti dell’anno, caratterizzato da una visione introspettiva tanto delicata quanto travolgente, si è aggiudicato il premio Oscar come miglior film, miglior attore non protagonista e miglior sceneggiatura non originale. Il film diviso in tre atti, poiché ispirato all’opera teatrale In Moonlight Black Boys Look Blue di Tarell Alvin McCraney, racconta la vita e la crescita di un ragazzo gay afroamericano che cresce nel contesto sociale della Miami lacerata da droga e violenza in un capolavoro di empatia, originato dall’unione di diversi fattori, quali le luci, i colori, l’attenzione ai particolari e l’interpretazione toccante dei tre diversi attori che pur interpretando fasi diverse della vita di Chiron (bambino, adolescente, uomo) mantengono nei loro occhi la stessa luce. Un film nel complesso allegorico, una coreografia di violenza e sensibilità, che nasconde dietro ai fatti in sé un significato più profondo, lasciando spazio all’immaginazione attraverso un finale più o meno aperto, proprio per questa sua forte soggettività penso sia un film che va visto andando oltre ogni recensione.

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