Recensione su Moon

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Piccolo tributo a Kubrick / 29 dicembre 2012 in Moon

La Lunar sfrutta il materiale estratto dal lato oscuro della luna, come fonte di energia per la Terra. Per far questo, a sorvegliare l’operato dei macchinari c’è Sam insieme al computer Gerty. A due settimane dalla scadenza del contratto e dal suo ritorno a casa, Sam è coinvolto un incidente quasi mortale che gli svelerà il vero “lato oscuro” del lavoro che sta svolgendo e scoprirà una realtà totalmente diversa da quella che si immaginava e sperava.

Il primo cortometraggio di Duncan Jones (figlio di David Bowie), molto acclamato al Sundance Film Festival, ritorna alle origini dei film di fantascienza, dove sono annullati azione e spari intergalattici, nei quali la vera fantascienza sta nella mente dello spettatore, creando situazioni di alta tensione emotiva. Forse il film è un pò troppo ispirato (o copiato?) a 2001: Odissea nello spazio, non solo per la lampante analogia tra Gerty e Hal 9000, ma anche per la fotografia e la scenografia, con l’arredo esagonale ed esasperatamente bianca e nera della navicella spaziale, i caratteri delle scritte sugli schermi, le tute spaziali. Nonostante questo il film è coinvolgente e emozionante, portando lo spettatore attraverso un viaggio introspettivo ai confini dello spazio.

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