15 Recensioni su

Moon

/ 20097.5388 voti

Bel film, ma mi aspettavo di più / 8 Febbraio 2018 in Moon

Un uomo, che lavora da solo in una base lunare, dopo quasi 3 anni di isolamento fa una scoperta sconcertante.
La storia alla base del film è molto semplice, e non si tratta di fantascienza con sottotesti politici, sociali o filosofici o quant’altro.
Semplicemente, di una storia malinconica, e l’ambientazione lunare è decisamente azzeccata.
Scenografia di gran livello, regia e sceneggiatura solidi, Moon è senza dubbio un bel film.
Sinceramente però non mi ha colpito emotivamente, manca di forza (a mio parere), occorreva forse qualche scena di maggior impatto.

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Interessante e coinvolgente / 19 Agosto 2014 in Moon

All’inizio l’ho trovato un po’ lento, ma poi sempre piu’ coinvolgente fino a che si arriva ad intuire prima, e a capire chiaramente poi, la soluzione del mistero.
La recitazione del protagonista (quasi unico attore) è molto intensa e questo rende anche il lato emotivo del Film veramente forte.
Lo consiglio agli amanti del genere fantascienza, ma non solo.

24 Gennaio 2014 in Moon

Ha vinto tanti premi, ne parlano benissimo in molti, ma l’ho visto in tutte tre volte e mi sono quasi addormentata ad ogni visione… riuscendolo a vedere per intero solo grazie alle ripetute visioni.
Non c’è nulla di originale, non è più dinamico del suo fratello maggiore (2001: odissea nello spazio) e l’idea del clone a perdere è già stata trattata altre volte e in maniera più accttivante (Blade Runner) per essere veramente interessante.
Si lascia guardare e lascio ai veri intenditori tessere le sue lodi… per me ha solo avuto il sapore di già visto.

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21 Gennaio 2014 in Moon

Non il classico film di fantascienza soffermato sull’azione.
Moon è interamente concentrato su sentimenti e stati d’animo : tanto che a malapena si riesce a comprende ciò che avviene all’esterno della base per garantire l’estrazione di elio 3.
Un nuovo mandato ogni tre anni -almeno finché non si scoprono le losche organizzazioni della Lunar.
Solitudine, inquietudine, attesa.
Egregia interpretazione.

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Desolante. / 27 Agosto 2013 in Moon

Interpretazione doppiamente colossale per Sam Rockwell, protagonista totalitario del primo lungometraggio scritto e diretto da Duncan Jones, in cui ho rivisto molto dell’Edward Norton di Fight Club.
Quello pallido e con la faccia a pezzi.

Raccogliendo citazioni dai capisaldi del genere (Gerty ad esempio ricorda molto HAL 9000), Bowie Jr. sforna una pellicola fantascientifica come non se ne vedevano da anni, abbandonando la solita noia di extraterrestri molesti, meteoriti imminenti e raggi laser, lasciando l’intero spazio all’Io di un uomo e al rapporto con se stesso, in un contesto di ambivalenza e ambiguità.

E solo sul personaggio di Sam Bell si concentra tutto il significato di questo film angosciante, soffocante e claustrofobico, rigorosamente intimista.

Perché Moon è la solitudine di un uomo, è il desiderio di non venire abbandonati, è l’esistenza di un individuo in un pianeta in cui non è presente nessun’altra forma di vita, se non un computer programmato con un paio di emoticon e doppiato originariamente da Kevin Spacey.

Ed effetti speciali a parte (piuttosto belli a vedersi), il risultato desolante delle polverose pianure lunari è straordinariamente amplificato dalla colonna sonora da brividi firmata Clint Mansell. Che come al solito sa farsi valere.

Nonostante sia il suo primo lavoro, Jones sembra saperla lunga in fatto di regia e il suo Moon, elegante e corale, andrebbe ricordato non solo per il mistero da “thriller esistenziale”[cit. Alessadro, vedi sotto]/agghiacciante, che nasconde.

Bè, non per niente è il figlio di David Bowie.

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Tanto bello? Bah… / 25 Giugno 2013 in Moon

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Leggo molte recensioni entusiaste di questo Moon.
Che dire…
Francamente è un 2001: Odissea nello Spazio de’ noantri…
Interessante la trama, originale come Sam in procinto di tornare finalmente sulla Terra scopre l’inganno in cui è stato protagonista per troppo tempo.
Lodevole e piacevole vedere un film di fantascienza senza alieni, mostri e figure simili e quindi battaglie improbabili. Quindi paesaggi lunari decisamente intriganti.
Ma poi tornando alla trama scorre troppo facilmente e non s’inventa più nulla.
Avevo, mentre lo vedevo, aspettative più interessanti dell’ovvio finale. Mi aspettavo dei colpi di scena più forti e quindi magari anche più inquietanti che invece la linearità del finale. Poi il robot GERTY non si sa da che parte sta. E’ amico di Sam (il protagonista) ma nello stesso tempo fa il doppio gioco anche della società, ma alla fino lo aiuta. Ma quale Sam aiuta? Troppo fumoso e confuso anche GERTY.
Molto bravo Sam Rockwell nell’interpretare l’unico personaggio del film. Non semplice.
Sufficienza molto striminzita, ma molto molto…
Ad maiora!

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7 / 21 Aprile 2013 in Moon

Visto in lingua originale!! l’ho trovato affascinante, originale… bello!!! Ottima la fotografia e lo sviluppo della storia… il film è un pò lento ma così doveva essere… il protagonista vive sulla luna da solo, quindi non c’è da aspettarsi chissà che tipo di “azione”

17 Gennaio 2013 in Moon

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

É giunta l’ora ormai/
di andare a passeggiar… (chi la diceva questa?).
No, di cominciare al cinema con i film in inglese.
Hai capito tutto?
Eeeeehhhh…
No. Però sto sul pezzo. Questo è un film che da voi deve ancora uscire, e diretto dal figlio di David Bowie (se ben ricordo). Che, oltre a essere il figlio di David Bowie, ci teneva a fare uno science-fiction un filo diverso dai soliti astronavi-alieni-bumbum. Per cui c’è questo Sam che vive in una base sulla Luna, dove un’azienda, la Lunar, che ha trovato un sistema per soddisfare il bisogno energetico di tutto il mondo, lo ha inviato come l’unico operatore e con un contratto di tre anni. La sua compagnia, e già prima il rimando a 2001 c’era ma qui diventa paleserrimo, è un computer che lo aiuta nei suoi compiti. Si chiama Gentry, ha la voce di Kevin Spacey a cui affianca le faccine degli emoticon.
E qui ve lo spoilero tantissimo, per cui se lo vorrete vedere e a meno che non abbiate una memoria come la mia, saltate: Sam ha un incidente all’esterno e viene salvato da… sé stesso. Per cui adesso di Sam ne abbiamo due. Si scopre piano piano che la Lunar col ca**o che gli manda qualcuno a dargli il cambio alla fine dei tre anni. Tutto è programmato per fare in modo che un clone prenda il posto del Sam precedente, un clone che quindi non ha bisogno di essere istruito, con la stessa faccia, gli stessi ricordi, lo stesso contratto di tre anni. Alla fine dei quali viene eliminato e così via. Insomma, già il primo nostro Sam era un clone di un clone di un clone, e il vero Sam è morto sai quanto tempo fa.
A questo punto la pioggia di rimandi a 2001 richiede l’uso di un ombrello, la morte e la rinascita nel finale e blabla, anche se qui non si sublima nel trascendente come in Kubrick (ma K era matto e lo poteva fare).
Il film tutto sommato ci sta dddentro abbbomb… abbastanza, ed è pur sempre tutto recitato da un attore solo + l’emoticon di Kevin Spacey, mica è facile.

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Piccolo tributo a Kubrick / 29 Dicembre 2012 in Moon

La Lunar sfrutta il materiale estratto dal lato oscuro della luna, come fonte di energia per la Terra. Per far questo, a sorvegliare l’operato dei macchinari c’è Sam insieme al computer Gerty. A due settimane dalla scadenza del contratto e dal suo ritorno a casa, Sam è coinvolto un incidente quasi mortale che gli svelerà il vero “lato oscuro” del lavoro che sta svolgendo e scoprirà una realtà totalmente diversa da quella che si immaginava e sperava.

Il primo cortometraggio di Duncan Jones (figlio di David Bowie), molto acclamato al Sundance Film Festival, ritorna alle origini dei film di fantascienza, dove sono annullati azione e spari intergalattici, nei quali la vera fantascienza sta nella mente dello spettatore, creando situazioni di alta tensione emotiva. Forse il film è un pò troppo ispirato (o copiato?) a 2001: Odissea nello spazio, non solo per la lampante analogia tra Gerty e Hal 9000, ma anche per la fotografia e la scenografia, con l’arredo esagonale ed esasperatamente bianca e nera della navicella spaziale, i caratteri delle scritte sugli schermi, le tute spaziali. Nonostante questo il film è coinvolgente e emozionante, portando lo spettatore attraverso un viaggio introspettivo ai confini dello spazio.

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23 Aprile 2012 in Moon

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Questo lungometraggio d’esordio di Duncan Jones (figlio di David Bowie!) è stato scritto intorno a Sam Rockwell, come un vestito che viene cucito su una persona. L’ha dichiarato lo stesso regista, in quanto Rockwell è un appassionato di film fantascientifici e voleva girarne uno.
Devo dire che l’effetto è stupendo.
Tutto si riduce ad un grande interrogativo: come sarebbe incontrare sé stessi?
L’astronauta Sam Bell – che sta per concludere la sua missione triennale sulla Luna per conto di una potente multinazionale che estrae Elio-3 per poi utilizzarlo come fonte d’energia sulla Terra – si trova di fronte a questa domanda quando, a causa di un incidente, viene salvato da una persona che è identica a lui: un clone.
I due Sam devono convivere forzatamente nella base, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, ma allo stesso tempo devono scoprire perché sono identici e cosa tiene loro nascosta la Lunar.
Molto significativo il finale, con il Sam Bell “giovane” che rientra sulla Terra e racconta la verità.

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Replicante / 20 Maggio 2011 in Moon

Da piccola, tra le altre cose, sognavo di diventare astronauta. Dopo la forte empatia con il personaggio di “Moon” guarderò la luna con occhi diversi, più terreni.
Estremamente evocativo, un omaggio allo storico “Blade runner”. Meravigliosamente claustrofobico.

Polvere di luna- e sarebbe un 7,5 / 1 Marzo 2011 in Moon

Credo che il film riesca ad essere valido al di là di molte ovvietà: è Dick dentro una forma a la Kubrick.
Tutto il nocciolo centrale del film che verte sulla domanda cosa mi fa essere individuo, cosa mi fa essere me stesso e mi caratterizza come unico, cosa è reale, cosa del mondo, e di me stesso, sto sognando è Dick, ma immerso in un mondo molto kubrickiano che jones si diverte a sovvertire: il computer non è nemico, ma anzi empatico, molto più umano degli uomini, per sopravvivere Sam deve cancellare la memoria di Gerty, ma non è lui ad avere l’idea, è il computer che gli offre il suo parziale suicidio.

Io l’ho trovato buono, davvero buono, credo che alcuni vuoti inspiegabili e alcune scorciatoie siano derivate dal budget esiguo. E ci può stare. La regia è molto controllata, ma è evocativa: ha un gusto per la memoria del genere fantascienza, con i rover giocattoli, l’uomo che prende in braccio l’uomo (kubrick dietro l’angolo in ogni momento, da Sam che corre, ma non in maniera virtuosistica, al respiro che si sente in alcuni momenti), il lavoro silenzioso e quasi natalizio delle mietitrici, i cloni che si guardano silenziosi che fa molto, ma molto Solaris, per non parlare delle tute sporche e del modellino.
Rimane il dilemma se il contratto dei tre anni sia determinato da una fine fisica del clone o dalla insostenibilità psicologica della parte oltre quel tempo (l’old Sam deperisce in una maniera terribile, si afalda nel corpo, ma già prima aveva subito uno squilibrio psicologico molto forte ) e questo non è preso come tema dal film, anzi è ignorato.

Non è la finitudine il problema, ma la mancanza dell’unicità e l’evaporare della realtà, sia quella vissuta che quella ricordata che riflette il quesito: cosa mi fa essere ciò che sono se i miei ricordi non mi appartengono?

Il finale è sbrigativo sì, ma ha una chiosa bellissima: lo youg Sam tornato sulla terra è un pazzo o un clandestino, va rinchiuso in entrambi i casi

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26 Febbraio 2011 in Moon

Bellissimo film di fantascienza come non se ne vedeva da anni. Il regista ha voluto rendere omaggio alle ambientazioni di vecchi film degli anni 70 80 come Alien, 2002 La seconda odissea e Atmosfera zero, ricreando un’atmosfera dai colori prevalentemente grigi. Si respira infatti il senso di alienante claustrofobia e solitudine che il protagonista prova durante questi lunghi 3 anni.
E’ un film che con toni pacati e con un ritmo lento riesce comunque a trascinarti dentro, e Sam Rockwell, ormai attore affermato che non sbaglia un colpo, riesce a prendersi sul groppone tutto il peso di un film, e ci riesce benissimo.
Una sorpresa per un film passato sicuramente troppo in sordina nelle sale durante le feste natalizie quando l’offerta è ricca ma non sempre di qualità, avrebbe meritato molta più considerazione di altri.

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Moon / 10 Febbraio 2011 in Moon

Per il primo quarto d’ora circa, Moon dà quasi l’impressione di voler giocare a fare il Solaris (o quello del 1972 se preferite), ma piano piano il film rivela una trama molto meno cerebrale e complicata e invece preferisce affrontare il tema della separazione (in più di un senso) con uno stile pulito ed elegante e un Sam Rockwell bravissimo.

Il mistero di quello che sta succedendo sulla base lunare della Lunar Industries è rivelato piuttosto in fretta, ma il film cattura lo stesso nonostante buona parte del film sia girata in un’unica ambientazione e con un solo attore umano più un assistente robotico doppiato da Kevin Spacey. L’esordiente Duncan Jones, figlio di David Bowie, è abile nell’elargire gradualmente informazioni sulla vicenda che è una specie di thriller esistenziale e che pone anche qualche quesito etico interessante, però lo fa senza mai risultare noioso o pedante, concentrando l’attenzione della telecamera e dello spettatore sul protagonista Sam e il suo dramma personale.

Se il buon giorno di vede dal mattino, questo lavoro d’esordio fa presagire un futuro radioso per Jones. Girato con un budget limitato e presentato al Sundance Festival, Moon è una fantascienza sobria ed elegante e, manco a dirlo, un gran bel film.

Sul blu-ray è incluso anche Whistle, un corto del 2002 diretto sempre da Jones di ambientazione semi-fantascientifica che mostra come il talento del regista non sia saltato fuori dall’oggi al domani. Decisamente degno di uno sguardo se si ha la possibilità di vederlo.

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Moon / 22 Gennaio 2011 in Moon

Io credo che moon sia un ottimo film di fantascienza, cosa rara di questi tempi.   Un ottimo film di fantascienza non contemporanea, anzi un po’ retro’: niente spari, scoppi ed pochi effetti speciali. Quasi tutto si svolge all’interno di una nave spaziale (budget ridotto). Il nucleo centrale del film e’ il rapporto tra se stessi e il proprio “doppio” originato da contesti differenti.
Consigliato. Un film delicato, un po’ teatrale nel suo svolgimento, intimista. 
Curiosità: il regista e’ il figlio di David Bowie.

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