Monsieur Lazhar

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Monsieur Lazhar

Bachir Lazahr, immigrato in Canada dall'Algeria, è un insegnante. Viene chiamato a sostituire una maestra elementare scomparsa in circostanze drammatiche.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Monsieur Lazhar
Attori principali: Mohamed FellagÉmilien NéronDanielle ProulxSophie NélisseMarie-Ève BeauregardDenise Lamontagne, Brigitte Poupart, Louis Champagne, Daniel Gadouas
Regia: Philippe Falardeau
Sceneggiatura/Autore: Philippe Falardeau
Produttore: Kim McCraw
Produzione: Canada
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 94 minuti

Un film sulla reciprocità dei sentimenti, quali limiti verso cui convergere spunti, e riflessioni. / 20 Maggio 2014 in Monsieur Lazhar

Questa pellicola di Philippe Falardeau, tratta dal libro ”Au bout du fil. Bashir Lazhar” di Evelyne De La Chenelière ( la quale compare in un piccolo cameo ), si presenta agli occhi come una crisalide di sensazioni, troppo acerbe per diventare vere e proprie emozioni. La perdita, la mancanza dovuta ad ” un’assenza ingiustificata” come la morte, che non offre né cerca motivazioni, diviene allora un’incognita, una straniera di cui hai sentito solo parlare, ma che ora viene a bussare alla tua porta. E questa giunge ad ogni età, e ad ogni età va elaborata, assimilata; e in questo contesto, il protagonista, nella sua duplice natura di insegnante e di alunno ( perché nel dare si riceve sempre ), cerca nella condivisione di abbracciarla, per far si che dall’interazione nasca una farfalla in grado di rompere quella crisalide che prima li teneva intrappolati.
Monsieur Lazhar è un film sulla reciprocità dei sentimenti, quali limiti verso cui convergere spunti, e riflessioni, senza mai cadere nel vittimismo, nel morigerato, o in una eccessiva virtuosità.

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È un’ingiustizia, però! / 20 Maggio 2014 in Monsieur Lazhar

Calimero il pulcino nero, più o meno coetaneo dei bambini protagonisti di questo film, spaventosamente emancipatissimi, aveva già compreso, senza però farsene una ragione, che la vita è un continuo inanellamento di ingiustizie, di codici che meriterebbero di essere infranti, di eventi dolorosi che non trovano spiegazione razionale.
Uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato della pellicola è la crescita di tutti i personaggi, adulti e bambini, che, in maniere diverse, affrontano il tema del lutto improvviso.

Il film è gradevole, nonostante la drammaticità dei temi affrontati, ma gli stereotipi, ahimé, abbondano, basti pensare alla bimba estremamente matura con una proprietà di linguaggio stupefacente, alla preside inflessibile ma corretta, fino a Lazhar, uno di quei docenti che tutti avremmo voluto incontrare o che desideriamo si prenda cura delle nuove generazioni, perché la sua schiettezza pare appianare qualsiasi difficoltà relazionale.

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25 Maggio 2013 in Monsieur Lazhar

“Monsieur Lazhar” tratta una delle tematiche più scottanti e difficili da spiegare ad un bambino. Ovvero quando arriva il momento di spiegar loro (che poi cosa vuoi spiegare quando nemmeno si sa cosa succede) che esiste la morte. La pellicola è “fine” e molto delicata nel definire tutto questo (in pratica l’unica scena realmente forte la vediamo nei primi secondi, nel resto del film il regista opta per uno stile molto più soft), segue pari passo la “correttezza” e cortesia di un ambiente scolastico che cerca di fare da “scudo” ad una situazione psicologica pericolosa.

Il film è carino, si lascia guardare con uno e più sorrisi, ma di certo non spicca -per quanto mi riguarda- per momenti particolarmente memorabili (si scorre liscio, forse troppo). La colonna sonora è di classe e colpisce soprattutto durante un finale tutto sommato carino e ben fatto (ci troviamo in uno di quei casi dove la musica contribuisce nel tenere a galla il racconto).
Alla fine più che la storia in sé mi ha colpito il fascino di una pellicola spontanea e semplice e quello di una regia fluida e ravvicinata. Da parte mia l’entusiasmo rimane moderato nonostante vedo sia stato molto apprezzato in giro.

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14 Dicembre 2012 in Monsieur Lazhar

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

E siamo di nuovo alle prese con scuola e insegnanti. Il protagonista è un algerino rifugiato a Montreal, che va a prendere in una scuola il posta lasciato libero da un’insegnante che si è impiccata in aula. E basta, la storia è finita, abbiamo le culture che si incontrano e l’elaborazione del lutto da parte di questi simpatici bimbetti quebecquois o cosa minchia sono. A far sì che l’elaborazione avvenga c’è proprio M. Lahzar, che in realtà non è un insegnante per un ca**o ma anche lui ha alle spalle una storia di tragedie famigliari e dolore da cui si deve emancipare. E l’aiuto, l’incontro, è reciproco, con l’insegnante che riesce a guidare i bambini nell’accettazione della morte, mentre al contempo si scontra con le incongruenze del sistema educativo canadese, dove uno scappellotto in testa a un bocia così come un abbraccio tra alunno e studente sono severamente vietati. Le persone finiscono per avere la meglio sulle regole, e sul fondo si stagliano la tristezza per un gesto incompreso e incomprensibile e una società canadese dove si gioca un sacco a palle di neve e si gira tutti imbaccuccati di brutto perché chissà quanto ca**o di freddo fa.

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10 Dicembre 2012 in Monsieur Lazhar

Bellissimo, equilibrato, incentrato su un personaggio splendido. E’ un film che, una volta di più, ci dice come sia duro il ruolo dell’insegnante, o meglio, dell’educatore ai giorni nostri.
Chapeau per la delicatezza con cui il tema della morte viene integrato con l’universo dei bambini e per l’intelligenza con cui viene dipinto il personaggio di Monsieur Lazhar, soprattuto nei momenti di confronto e integrazione con la classe.
Come Detachment, è un film da far vedere.

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