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Recensione su Monkey Shines: esperimento nel terrore

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L’ISTINTO UMANO / 27 aprile 2017 in Monkey Shines: esperimento nel terrore

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Un giovane e brillante uomo, si ritrova tetraplegico per colpa di un incidente stradale. Una scimmia cappuccina da laboratorio gli viene affiancata per coadiuvarlo nella routine quotidiana. Messa giù così suona come un idea balorda, ma in realtà non bisogna giudicare un libro dalla copertina. Si tratta di un thriller ben congegnato con alcuni elementi degni di nota. L’aspetto più interessante se vogliamo è lo scambio dei ruoli. L’uomo di fatto è cavia inconsapevole di più esperimenti e con l’andar del tempo cede agli istinti più bassi e primordiali, come rabbia e risentimento, che esplodono in ira repressa quando raggiunge una certa consapevolezza sul suo stato. L’animale invece manifesta dapprima civiltà ma ben presto cede il passo ad una empatia malata, che la porta a rendersi esecutrice di quella rabbia percepita tra le mura domestiche.

La regia di Romero è precisa e pulita anche se non sempre riconoscibile. Il difetto maggiore risiede nella durata, troppo minutaggio viene impiegato per darci l’impressione del tempo che passa e dell’immobilità. Nell’ultimo atto però il ritmo diventa serrato e incalzante riscattandosi.
Credo che Romero abbia preso in prestito, dall’amico Dario Argento, due personaggi visti in “Phenomena” qualche anno prima, ovvero l’entomologo su sedia a rotelle che si faceva assistere da una scimmia, ma è solo una mia supposizione.

La recitazione è sorprendentemente buona per una così piccola produzione. Da segnalare la presenza di un giovane Stanley Tucci.

Un piccolo film ben realizzato e prima ed ultima opera non indipendente di Romero…inviperito con lo studio per averlo rimontato senza il suo consenso e per aver inserito un lieto fine.

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