1958

Mio zio

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Mio zio
Mio zio

Gérard Arpel è un bambino di nove anni, figlio di un industriale della plastica un po' trascurato dai suoi genitori, troppo impegnati in ufficio e nelle attività di organizzazione di una grande casa ultramoderna. Il bambino si distrae e diverte solo con lo zio, Monsieur Hulot, una persona semplice e a suo modo stravagante, invisa, però, al signor Arpel che, geloso del fatto che suo figlio gli sia così affezionato, decide di assumere Hulot nella sua fabbrica della plastica.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Mon oncle
Attori principali: Jean-Pierre ZolaAdrienne ServantieLucien FrégisBetty SchneiderJean-François MartialDominique Marie, Yvonne Arnaud, Adelaide Danieli, Alain Bécourt, Régis Fontenay, Jacques Tati, Jean-Claude Rémoleux, Denise Péronne, Edouard Francomme, André Dino
Regia: Jacques Tati
Sceneggiatura/Autore: Jacques Lagrange, Jean L'Hôte, Jacques Tati
Colonna sonora: Franck Barcellini, Alain Romans, Norbert Glanzberg
Fotografia: Jean Bourgoin
Costumi: Jacques Cottin
Produttore: Jacques Tati, Fred Orain
Produzione: Francia, Italia
Genere: Commedia
Durata: 118 minuti

Pipa e bici / 20 Settembre 2016 in Mio zio

Visto al cinema in versione restaurata, un film davvero dolcissimo. La figura ciondolante di Monsieur Hulot con la sua pipa e la sua bici è l’icona dell’umorismo à la Charlot nel contesto suburbano e industrializzato francese, dove a fabbriche dall’asfissiante rigore geometrico si alternano angoli di strada, piazzette e case di una bellezza malinconica. Che dire della comicità espansa, distesa, rilassata di questo maestro della mimica? Non è un susseguirsi turbinoso di sketch per la risata facile, ma sono perline disseminate di umorismo fine, semplice, che a volte devi cogliere in un dettaglio marginale. Hulot è colui che non sta nella scia del moderno e dell’ordine, resta sempre un po’ in disparte a battere la pipa sotto il tacco, vicino ai monellacci e alle osterie, non ha villette con fontanelle azionate solo quando ci sono ospiti nè garage con la fotocellula, ma una stupenda mansardina sopra una casa cunicolare color pastello.

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poesia / 18 Dicembre 2014 in Mio zio

La poesia attraverso la comicità.

5 Novembre 2012 in Mio zio

Una chicca del 1958 del grande Jacques Tati che conserva intatta , a dispetto del tanto tempo passato , la sua freschezza e la sua modernità . Un confronto del tutto attuale tra la “poesia” della bicicletta contrapposta all’efficienza degli ultimi ritrovati della tecnica che offre momenti assolutamente unici .
Cercatelo e godetevelo , ne vale la pena .

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