Recensione su Oceania

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Nessuna novità (nel bene e nel male) / 10 Dicembre 2017 in Oceania

(Sei stelline e mezza)

Animazione strepitosa, un buon ritmo e cura dei dettagli impressionante. Da Rapunzel in poi, le chiome in CGI hanno fatto un deciso balzo in avanti e, qui, quelle di Vaiana e Maui sembrano intinte costantemente in un balsamo divino, superando in bellezza perfino quelli -ormai bidimensionali- di Pocahontas: wow! (E gli animatori dedicano a quei riccioli sballonzolanti quante più soluzioni possibili: iconografiche, comiche… Glieli fanno accarezzare, pettinare, acconciare, asciugare e bagnare infinite volte)
Anche le animazioni dell’acqua: ri-wow!

Per il resto, narrativamente parlando, siamo sempre dalle solite parti. Scopri chi sei, sfida te stesso e le regole costituite per il bene personale e delle persone a cui vuoi bene, ecc. ecc.
In questo senso, pur usando argomenti simili, il contemporaneo “fratello” Zootopia, con cui Oceania si è scontrato anche agli Oscar, mi è sembrato molto più originale: perlomeno, sfrutta con buoni risultati un paio di generi cinematografici (il noir e il buddy movie d’azione, per esempio).
Qui, invece, non perviene nessuna novità (per quanto Vaiana ci tenga a ribadire che lei, oilalà, non è una principessa [Disney], ma solo la figlia di un capovillaggio).

Fra le cose superflue, ma inserite nel plot per quello che sembra sia una sorta di dovere nei confronti della tradizione disneyana, uno pseudo-villain superfluo rappresentato dal granchio tronfio e amante delle cose sbrilluccicose al pari di una gazza (terribile il doppiaggio italiano affidato a Rafael Gualazzi) e la mascotte animalesca rappresentata dal maialino kawaii che sembra essere stato pensato apposta per produrre gif animate e peluche (azzeccato, invece, il polletto strabico e suonato).

Ah! Simpatica la storia dei tatuaggi animati di Maui che, però, mi ha ricordato tanto il pretesto narrativo de L’uomo tatuato di Bradbury e di Infernalia di Clive Barker, ma anche le decorazioni dei vasi attici di un altro precedente disneyano mitologico, Hercules.

Musiche e canzoni accattivanti, ma perché non riesco più a capire bene i testi come un tempo, da diversi film a questa parte? Problema condiviso anche con il compagno di divano, eh.

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