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Recensione su Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali

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Non è male, anzi / 2 novembre 2017 in Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali

Un giovane ragazzo (Asa Butterfeld) vive in prima persona la morte, avvenuta in circostanze alquanto misteriose, del nonno (Terence Stamp), al quale era legatissimo. Il nonno gli raccontava sempre delle storie di un luogo che aveva visto da ragazzo, la Casa dei Bambini, situata in un’isola gallese, dove vivevano, sotto la guida di Miss Peregrine, dei bambini dalle caratteristiche o capacità particolari. Per superare il trauma, il giovane si reca proprio alla ricerca di quel posto con il padre, ma scopre sul subito solo le rovine: l’edificio infatti è stato distrutto nel 1943 durante un bombardamento tedesco. Tuttavia, i famosi ragazzi e Miss Peregrine (Eva Green) ci sono sempre, avendo creato un anello temporale che permette loro di rivivere sempre l’ultimo giorno prima del bombardamento. Il ragazzo piano piano fa conoscenza con i vari bambini lì presenti (fatemelo dire, con abilità e peculiarità che ricordano forse anche troppo gli X-Men, o, in altri casi, dei semplici freaks) e con la padrona. Ovviamente c’è la ragazza alla quale si lega di più. Prima parte di scoperta, a tratti un po’ noiosa, poi nella seconda, quando si svelano gli inevitabili nemici, ci si diverte senz’altro di più. Che dire, Tim Burton, dopo il singolare -ma bello- Big Eyes, torna in un ambito a lui più tipico, però lo fa bene, lasciando un po’ da parte i tanti (non tutti comunque) filmetti rilasciati dal 2000 in poi. Il merito va anche al cast, che vede, oltre ai nomi già citati, anche Samuel L. Jackson (che è perfetto praticamente in ogni parte che interpreta, come al solito), Judi Dench, Rupert Everett e Chris O’Dowd. Insomma, per quanto, come dicevo prima, chi ha scritto il libro si è palesemente ispirato agli X-Men, e questa sia un po’ una versione da “dark” di loro, questo film è ben fatto e, per quanto non sia un capolavoro, è comunque piacevole da vedere, io non ci avrei scommesso molto, invece comunque mi ha preso.

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