Un po’ un pasticcio / 9 Aprile 2019 in Durante la tormenta

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non è male, ma ci sto ancora riflettendo. La questione temporale mi sembra mal gestita, un po’ come nell’ottavo-apocrifo di Harry Potter.
Facilito un attimino le cose per me stesso, più avvezzo al fantasy che alla science fiction. Dunque, la tempesta è il mezzo, o se vogliamo il ‘libro degli incantesimi’ grazie al quale si farà la magia, e la combo tv-videocamera è la bacchetta. Lei, la strega di turno, rimane nel presente ma opera un cambiamento in un punto X del passato del pianeta. Questo provoca dei cambiamenti nel presente, ma perché lei è esclusa da tali cambiamenti? Per quale motivo ha memoria della vita che aveva, diciamo, prima di lanciare l’incantesimo? Non è lei a essere tornata indietro nel tempo (avrebbe portato con sé i propri ricordi, come fanno Harry e Hermione nel terzo volume di Harry Potter), ma al contrario ha cambiato il passato restando nel presente, quindi dovrebbe restare vittima dei cambiamenti come succede a chiunque altro. La telecamera non è un artefatto magico/benedetto e lei non è la prescelta di un cavolo di niente. Non dovrebbe avere alcuna memoria di Gloria, ma dovrebbe essere immersa nella sua vita col poliziotto. Argh!

Inoltre trovo ignobile che questi due abbiano modificato il passato per due volte senza mai preoccuparsi di salvare la moglie del vicino. Fidanzato traditore sgamato, relazione col bel poliziotto salvata, figlia recuperata… al modico prezzo della morte della povera tedesca, della quale a nessuno frega qualcosa.

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