Recensione su Miracolo a Le Havre

/ 20117.3128 voti

12 Marzo 2012

Molto carino questo film del regista finlandese Kaurismaki, che piazza in un paesino di mare della Normandia un clochard distratto e dal cuore tenero, un personaggio discreto e dalla risposta pronta, a tratti umoristica, il quale, con la collaborazione degli amici e degli altri abitanti del paese riesce a regalare la libertà ad un bambino africano, un piccolo immigrato clandestino, braccato dalla polizia come un boss della mafia.
Stereotipi e situazioni buffe, commissari di polizia in impermeabile nero, poliziotti che fanno irruzione come nei cartoni animati, fruttivendoli col carrettino, medici che parlano di miracoli, rocker che assomigliano a Bruno Lauzi, tutti sono perfettamente inseriti in una cornice da favola, dove non c’è bisogno di parlare troppo (un altro film che riduce il minimo la sceneggiatura, mettendo bene a fuoco ciò che conta e caricandolo di sentimento e significato).
E’ una storia positiva, una piccola chicca di speranza, una favola moderna ambientata in un improbabile paesello tra insegne al neon in stile bohemien, baguette, banchetti da lustrascarpe e concerti nei capannoni.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext