Recensione su Mio fratello è figlio unico

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7 Febbraio 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

A cavallo degli anni ’70 a Latina vive la famiglia Benassi, della quale fanno parte i fratelli Manrico e Accio, molto legati sebbene totalmente diversi fra loro: Manrico è il fratello bello, carismatico, ricercato dalle donne, lavora come operai ed è politicamente impegnato nella sinistra; Accio è il figlio ribelle, scontroso, che vorrebbe studiare ma non può, simpatizzante della destra.
La vita, le scelte e i litigi dei due fratelli si intrecciano con le vicende della loro famiglia e con la vita di Francesca, fidanzata con Manrico ma di cui Accio è segretamente innamorato…

Ispirato al romanzo “Il Fasciocomunista”(2003) di Antonio Pennacchi , è uno dei migliori film italiani sul rapporto tra fratelli e sulla storia di una generazione di giovani, quelli che negli anni ’70 si divisero spesso fra neri e rossi seguendo (purtroppo spesso in modo sbagliato) un ideale, illudendosi di contribuire a costruire una società migliore ( che dovrebbe essere la nostra, in teoria…).
Probabilmente molte furono le famiglie che si trovarono a vivere una situazione uguale a quella narrata del film, dove due fratelli militavano su fronti opposti; in fondo Manrico e Accio sono due facce della stessa medaglia, la generazione di cui sopra.
Il rapporto tra fratelli nel film è espresso in modo molto profondo, anche a livello fisico: l’affetto tra i due è evidente soprattutto nelle scene in cui si scontrano, magari si picchiano pure, ma poi sono pronti a coprirsi le spalle e difendersi l’un l’altro (più Accio che Manrico, visto che quest’ultimo, per la piega che prende il personaggio, non si fa scrupolo poi di mettere l’ignaro fratello in situazioni potenzialmente pericolose). Notevoli anche i primi paino sui volti e sugli occhi dei protagonisti.
Un affetto molto forte che non verrà meno nemmeno quando le scelte estreme di vita del maggiore deluderanno non poco il protagonista.
Solo accennato invece il rapporto tra i fratelli e la sorella interpretata da una in disparte Alba Rorwarcher, e questo mi è spiaciuto molto; avendo sempre desiderato avere un fratello, mi piace vedere nei film i rapporti tra fratello e sorella!
Ottimi comprimari adulti sono Angela Finocchiaro nel ruolo divertente e insieme toccante della mamma, e Luca Zingaretti in quello del venditore ambulante che avvicina Accio alla destra, per lui quasi un secondo padre.
Riccardo Scamarcio dimostra di saper essere un buon attore, molto incisivo non solo per il suo aspetto fisico, ma Elio Germano nel ruolo del protagonista è sicuramente migliore, calandosi completamente nel personaggio e facendone una specie di sé stesso inquieto e sempre alla ricerca di quel qualcosa che può completare la sua vita, in cui può identificarsi senza tradire sé stesso e le persone che ama, come purtroppo succede al fratello.

Il film nel 2007 è stato presentato al Festival di Cannes, dove ha riscosso un notevole successo e dove il pubblico gli ha tributato un lungo applauso; nello stesso anno ha inoltre il premio come miglior film italiano, ex-aequo con Caos calmo, nella sesta edizione degli Italian Online Movie Awards, il Globo d’Oro della stampa estera in Italia come miglior film oltre a ben cinque David di Donatello(miglior sceneggiatura, Elio Germano come migliore attore protagonista, Angela Finocchiaro come migliore attrice non protagonista, migliore montaggio e migliore suono in presa diretta) , due Nastri d’argento e quattro Ciak D’oro.

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