Mio fratello è figlio unico

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Mio fratello è figlio unico

Dal romanzo 'Il fasciocomunista' di Antonio Pennacchi. Latina, primi anni Sessanta. Pur non essendo affatto malvagio, Accio viene considerato fin da piccolo un cattivo soggetto e questa fama lo accompagna fino all'adolescenza, quando si iscrive alla sezione locale dell'MSI. Inizialmente, indottrinato da un ex fascista, crede davvero nello spirito primigenio del movimento. Poiché alla parola non vede corrispondere l'azione, disilluso si avvicina al partito comunista, in cui milita da tempo il fratello maggiore Manrico, con cui vive in perenne conflitto.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Mio fratello è figlio unico
Attori principali: Elio GermanoRiccardo ScamarcioAngela FinocchiaroMassimo PopolizioAscanio CelestiniAlba Rohrwacher, Diane Fleri, Vittorio Emanuele Propizio, Claudio Botosso, Antonino Bruschetta, Luca Zingaretti, Pasquale Sammarco, Lorenzo Pagani, Matteo Sacchi, Anna Bonaiuto, Gianluca Viola, Vincenzo Santillo, Alessandro Vicca, Daniela Novelli, Joseph Rocchia, Elio De Falco, Giovanni Francesco Piccirillo, Emanuele D'Avino, Emanuele Dardo, Bernardino Bernardini, Emanuele Minutello
Regia: Daniele Luchetti
Sceneggiatura/Autore: Daniele Luchetti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Colonna sonora: Franco Piersanti
Fotografia: Claudio Collepiccolo
Produzione: Francia, Italia
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 108 minuti

Bella panoramica / 14 Agosto 2019 in Mio fratello è figlio unico

Un bel racconto degli anni ’70, anni di lotte politiche e di conquiste. Ancor più bello il rapporto tra fratelli, divisi dai colori di due “bandiere” diverse, ma che, infondo, avevano lo stesso identico fine. Ho digerito con molta, moltissima fatica Scamarcio. Germano, senza dubbio, eccezionale.

28 Gennaio 2013 in Mio fratello è figlio unico

Premetto che per me è stata durissima dare 9 a un film con Scamarcio. Ho dovuto superare l’innata tendenza ad assecondare il pregiudizio pseudo-snob verso uno che si è macchiato della partecipazione a 3MSC.
Però quello di Luchetti è davvero un bellissimo scorcio degli anni di piombo, descritti magistralmente attraverso l’analisi degli inquieti rapporti all’interno della famiglia Benassi. La madre, affascinata dallo spirito del figlio più grande, si riappacifica con Accio solo dopo aver appreso della morte di Manrico, con disperato spirito di conservazione.
Tanti i significati nell’analisi delle personalità dei due protagonisti: il rivoluzionario Manrico, deciso e leale, farà una brutta fine per aver voluto esasperare le sue idee.
Il ribelle Accio, invece, nei suoi tentennamenti e cambi di opinione acquisirà una personalità più pacata e moderata che gli permetterà, dopo una funesta giovinezza, di star fuori dai guai.
La mano del regista si fa notare per la frenesia delle riprese: la macchina da presa mobile e instabile, che a tratti trema, gira intorno ai personaggi prediligendo dei primi piani dinamici di grande effetto.

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16 Luglio 2012 in Mio fratello è figlio unico

Un ottimo film, che ricostruisce con grande acume non solo la complessità della generazione a cavallo degli anni ’70, con le lotte politiche e gli scontri intestini tra rossi e neri all’interno della stessa famiglia (sulla scorta di quanto ad esempio è narrato anche ne “La meglio gioventù”), ma in particolare delinea con esterna chiarezza la complessa situazione ideologica che da sempre caratterizza le aree dell’agro pontino, sin dai tempi della bonifica e dell’arrivo dal nord dei contadini a colonizzare, in occasione di quel massiccio movimento di uomini e cultura avvenuto all’epoca del fascismo. Di fatto, questo film, come il libro cui si ispira, prosegue, saltando una generazione, le ultime battute di “Canale Mussolini”.
Per altri versi, ho ammirato la fine ironia con cui sono descritti personaggi e situazioni, trovandolo in certi punti (dolosamente?) divertente.

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7 Febbraio 2012 in Mio fratello è figlio unico

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

A cavallo degli anni ’70 a Latina vive la famiglia Benassi, della quale fanno parte i fratelli Manrico e Accio, molto legati sebbene totalmente diversi fra loro: Manrico è il fratello bello, carismatico, ricercato dalle donne, lavora come operai ed è politicamente impegnato nella sinistra; Accio è il figlio ribelle, scontroso, che vorrebbe studiare ma non può, simpatizzante della destra.
La vita, le scelte e i litigi dei due fratelli si intrecciano con le vicende della loro famiglia e con la vita di Francesca, fidanzata con Manrico ma di cui Accio è segretamente innamorato…

Ispirato al romanzo “Il Fasciocomunista”(2003) di Antonio Pennacchi , è uno dei migliori film italiani sul rapporto tra fratelli e sulla storia di una generazione di giovani, quelli che negli anni ’70 si divisero spesso fra neri e rossi seguendo (purtroppo spesso in modo sbagliato) un ideale, illudendosi di contribuire a costruire una società migliore ( che dovrebbe essere la nostra, in teoria…).
Probabilmente molte furono le famiglie che si trovarono a vivere una situazione uguale a quella narrata del film, dove due fratelli militavano su fronti opposti; in fondo Manrico e Accio sono due facce della stessa medaglia, la generazione di cui sopra.
Il rapporto tra fratelli nel film è espresso in modo molto profondo, anche a livello fisico: l’affetto tra i due è evidente soprattutto nelle scene in cui si scontrano, magari si picchiano pure, ma poi sono pronti a coprirsi le spalle e difendersi l’un l’altro (più Accio che Manrico, visto che quest’ultimo, per la piega che prende il personaggio, non si fa scrupolo poi di mettere l’ignaro fratello in situazioni potenzialmente pericolose). Notevoli anche i primi paino sui volti e sugli occhi dei protagonisti.
Un affetto molto forte che non verrà meno nemmeno quando le scelte estreme di vita del maggiore deluderanno non poco il protagonista.
Solo accennato invece il rapporto tra i fratelli e la sorella interpretata da una in disparte Alba Rorwarcher, e questo mi è spiaciuto molto; avendo sempre desiderato avere un fratello, mi piace vedere nei film i rapporti tra fratello e sorella!
Ottimi comprimari adulti sono Angela Finocchiaro nel ruolo divertente e insieme toccante della mamma, e Luca Zingaretti in quello del venditore ambulante che avvicina Accio alla destra, per lui quasi un secondo padre.
Riccardo Scamarcio dimostra di saper essere un buon attore, molto incisivo non solo per il suo aspetto fisico, ma Elio Germano nel ruolo del protagonista è sicuramente migliore, calandosi completamente nel personaggio e facendone una specie di sé stesso inquieto e sempre alla ricerca di quel qualcosa che può completare la sua vita, in cui può identificarsi senza tradire sé stesso e le persone che ama, come purtroppo succede al fratello.

Il film nel 2007 è stato presentato al Festival di Cannes, dove ha riscosso un notevole successo e dove il pubblico gli ha tributato un lungo applauso; nello stesso anno ha inoltre il premio come miglior film italiano, ex-aequo con Caos calmo, nella sesta edizione degli Italian Online Movie Awards, il Globo d’Oro della stampa estera in Italia come miglior film oltre a ben cinque David di Donatello(miglior sceneggiatura, Elio Germano come migliore attore protagonista, Angela Finocchiaro come migliore attrice non protagonista, migliore montaggio e migliore suono in presa diretta) , due Nastri d’argento e quattro Ciak D’oro.

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11 Gennaio 2012 in Mio fratello è figlio unico

Bel film, scorrevole e intenso. Elio germano bravissimo e Scamarcio tenta di redimersi dopo i film di Moccia, sebbene il personaggio che gli è stato affidato gli permetta di replicare alcuni aspetti di quel famoso Step che volava 3 metri sopra il cielo. Naturalmente, una menzione d’onore va ad Angela Finocchiaro: brava brava brava.

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