Recensione su Million Dollar Baby

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Il capolavoro di Eastwood / 16 Febbraio 2018 in Million Dollar Baby

Clint Eastwood si sta rivelando sempre più una sorpresa per me.
Un westerner segaligno, introverso, laconico, con una sola espressione stampata sul viso(come soleva dire anche il buon caro Sergio Leone), capace di interpretare sempre e solo lo stesso ruolo, quello del duro senza macchia e senza paura ma quest’attore così musone e freddo si è trasformato con il tempo in uno dei registi più capaci e ammirevoli della storia del cinema.
Million Dollar Baby è senza alcun dubbio il suo capolavoro assoluto, un titolo che poteva suscitare critiche e timori, ma lui è riuscito a spazzarle via come un fiume in piena, una storia nella quale cadere nel melodrammatico è fin troppo facile ma il regista Clint riesce abilmente a non cadere nel tranello, raccontandoci una storia sì drammatica ma soffermandosi soprattutto sui sentimenti, sulla paura, sul coraggio, descrivendoli con una grazia e una delicatezza da grande cineasta.
La spietatezza di quel cowboy duro e quasi misantropo si trasforma in un affettuosa e malinconica figura paterna che si risveglia al contatto con quella ragazza così sola e così provata dai dolori che la vita le ha ingiustamente donato.
E a questi temi si aggiunge quello più difficile da trattare, l’eutanasia, che Eastwood affronta in modo pregevole e ammirevole, senza cadere nell’inutile patetismo e nella banalità.
Alla fine si piange, ci si commuove ma soprattutto si riflette molto sulla crudeltà dell’esistenza che sembra sempre colpire le stesse persone, la generosità e l’amore ritrovato.
Bravissima Hilary Swank che dai tempi di Beverly Hills 902010 di strada ne ha fatta parecchia, eccellente Morgan Freeman ma soprattutto straordinario Clint Eastwood che ha saputo raccontare una storia dai temi così difficili con un tatto e una delicatezza davvero inusuali.

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