2004

Million Dollar Baby

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Million Dollar Baby
Million Dollar Baby

Tratto da un racconto della raccolta Rope Burns di F.X. Toole, il film è ambientato nel mondo della boxe Frankie Dunn (interpretato da Clint Eastwood) ha un brutto carattere e forse per questo ha pochissimi amici tra cui Scrap (Morgan Freeman): insieme dirigono una palestra. Un giorno di presenta in palestra Maggie Fitzgerald (interpretata da Hilary Swank) armata di una forte determinazione con il desiderio di essere allenata da Frankie, che inizialmente si rifiuta ma poi accetta l'incarico. Fin da subito Maggie appare dotata di molto talento e vince una serie di incontri che le portano celebrità, soldi e la possibilità di combattere per il titolo mondiale. Non tutto però va come previsto.
Andrea ha scritto questa trama

Titolo Originale: Million Dollar Baby
Attori principali: Clint Eastwood, Hilary Swank, Morgan Freeman, Jay Baruchel, Mike Colter, Lucia Rijker, Brían F. O'Byrne, Anthony Mackie, Margo Martindale, Riki Lindhome, Michael Peña, Benito Martinez, Bruce MacVittie, David Powledge, Joe D'Angerio, Marcus Chait, Tom McCleister, Erica Grant, Naveen, Morgan Eastwood, Jamison Yang, Susan Krebs, V.J. Foster, Steven M. Porter, Ming Lo, Miguel Pérez, Jim Cantafio, Ted Grossman, Ned Eisenberg, Marco Rodríguez
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura/Autore: Paul Haggis
Colonna sonora: Clint Eastwood
Fotografia: Tom Stern
Costumi: Deborah Hopper, Lynda Foote
Produttore: Clint Eastwood, Paul Haggis, Tom Rosenberg, Albert S. Ruddy, Robert Lorenz, Gary Lucchesi
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Sport
Durata: 132 minuti

Il capolavoro di Eastwood / 16 Febbraio 2018 in Million Dollar Baby

Clint Eastwood si sta rivelando sempre più una sorpresa per me.
Un westerner segaligno, introverso, laconico, con una sola espressione stampata sul viso(come soleva dire anche il buon caro Sergio Leone), capace di interpretare sempre e solo lo stesso ruolo, quello del duro senza macchia e senza paura ma quest’attore così musone e freddo si è... continua a leggere » trasformato con il tempo in uno dei registi più capaci e ammirevoli della storia del cinema.
Million Dollar Baby è senza alcun dubbio il suo capolavoro assoluto, un titolo che poteva suscitare critiche e timori, ma lui è riuscito a spazzarle via come un fiume in piena, una storia nella quale cadere nel melodrammatico è fin troppo facile ma il regista Clint riesce abilmente a non cadere nel tranello, raccontandoci una storia sì drammatica ma soffermandosi soprattutto sui sentimenti, sulla paura, sul coraggio, descrivendoli con una grazia e una delicatezza da grande cineasta.
La spietatezza di quel cowboy duro e quasi misantropo si trasforma in un affettuosa e malinconica figura paterna che si risveglia al contatto con quella ragazza così sola e così provata dai dolori che la vita le ha ingiustamente donato.
E a questi temi si aggiunge quello più difficile da trattare, l’eutanasia, che Eastwood affronta in modo pregevole e ammirevole, senza cadere nell’inutile patetismo e nella banalità.
Alla fine si piange, ci si commuove ma soprattutto si riflette molto sulla crudeltà dell’esistenza che sembra sempre colpire le stesse persone, la generosità e l’amore ritrovato.
Bravissima Hilary Swank che dai tempi di Beverly Hills 902010 di strada ne ha fatta parecchia, eccellente Morgan Freeman ma soprattutto straordinario Clint Eastwood che ha saputo raccontare una storia dai temi così difficili con un tatto e una delicatezza davvero inusuali.

22 Agosto 2015 in Million Dollar Baby

Non un film sulla boxe, non un film sull'eutanasia, non un film sulla solitudine. Perlomeno non solo. Forse "solo" un film sulla vita. Eastwood in uno dei suoi punti più alti. Come ho letto su un'altra recensione "commuove senza colpire basso".

16 Luglio 2014 in Million Dollar Baby

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Premetto che non sono qui per recensire il film, più che altro mi sono ritrovata a leggere le recensioni degli altri e mi sono sentita in difetto.
Non ho versato una lacrima, comincio a chiedermi se abbia qualche problema io o se gli altri abbiano tutti dei trascorsi, siano troppo sensibili o semplicemente abbiano una lettura del film differente dalla... continua a leggere » mia.
Il film è veramente bello, nulla da dire, io poi provo un amore viscerale nei confronti di Eastwood qualsiasi cosa lui faccia, quindi non potrei mai dire il contrario, anche se i complimenti non fossero tutti meritati.
Non ci vedo niente di patetico o di esageratamente triste. Sarebbe stato facile scadere nell'emotività spicciola e nella pateticità gratuita, ma non mi pare che qui si faccia - almeno per le sensazioni che ho provato io. La mia opinione la riassume il personaggio di Freeman prima della "fine", insomma, Maggie tutto sommato ha avuto una possibilità, è riuscita a realizzare il suo sogno e non ha mai veramente perso - sia sul ring che nella vita.
Se proprio vogliamo trovare una pecca al film - che poi pecca non è, almeno per me - , possiamo dire che si capisce chiaramente il pensiero di chi sta dietro la telecamera riguardo certi argomenti un po' scomodi, quale l'eutanasia. Neanche per un secondo passa il messaggio che possa essere sbagliato un gesto come quello di Frankie - e per altro, nemmeno io ho niente da ridire su questo - , anzi.
A parte ciò, ci sono delle scene di pugilato spettacolari, tanto che mi è venuta voglia di mettermi a tirare pugni ad un sacco.

29 Dicembre 2011 in Million Dollar Baby

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Una perfetta macchina da lacrime che non scade mai nel patetismo,ci sono film che commuovono e che non ti fanno vergognare di averlo fatto,questo è uno di quei casi dove tutto è calibrato al millimetro,non stona niente in questa grande pellicola,il nostro Cilnt non sbaglia un'inquadratura e realizza un capolavoro, dove la speranza e i sogni di una... continua a leggere » giovane donna lasciano il posto ad un pessimismo che difficilmente ci si leva di dosso a visione conclusa,la boxe è un pretesto per raccontare storie di persone che fanno i conti con quello che la vita a da offrirgli,una ragazza cerca riscatto nella noblie arte e chiede ad un'esperto allenatore di farla diventare un pugile,dapprima riluttante il vechio si lascia convincere e così grazie ai suoi insegnamenti l'allieva potrà trionfare fino a diventare una vera campionessa,ma la gioia sarà di breve durata perchè un terribile incidente la costringerà ad una scelta radicale,come detto Eastwood non sbaglia niente,registicamente riesce nel miracolo,la prma parte tutta dedicata algi incontri pugilistici si svolge velocemente e non lascia particolari tracce nello spettatore, la seconda è un raro esempio di come schivare tutte le trappole della commozione a buon mercato,un cinema classico che riconcilia con la settima arte ,degno di avere un posto tutto suo nel cuore di noi spettatori sempre più convinti di aver di fronte un'autore che non smette di stupire,ammirati possiamo solo applaudire...

più ci penso e più non riesco ad immaginare un'altro modo per rappresentare meglio una storia del genere,non ho letto il libro da cui è tratta e quindi non so se ci sono state eventuali modifiche,ma la sensibilità espressa è qualcosa di raro e prezioso,l'immagine di Clint che dopo la morte della sua allieva mangia al ristorante, me la porterò per sempre nel cuore...

14 Ottobre 2011 in Million Dollar Baby

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film è molto bello, intenso alternando una prima parte quasi da commedia (molto battute, scambi ironici tra Eastwood e Freeman, il personaggio del pugile suonato) con una parte centrale più sportiva e incentrata sugli incontri (forse un pò inverosimile che le avversarie, anche se di categoria inferiore, vengono buttate giù tutte al primo round...) e... continua a leggere » la parte finale drammatica con il tema dell'eutanasia.
Bravissimi gli attori: da Clint Eastwood a Hilary Swank passando x Morgan Freeman.
Il burbero Frankie che adotta, pian piano, Maggie come se fosse sua figlia.