Miyo - un amore felino

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Miyo - un amore felino

Miyo è innamorata di Kento, un compagno di classe. Una sera, grazie a una speciale maschera da gatto, si trasforma in un micino bianco e diventa il nuovo cucciolo di Kento. Ma, col trascorrere del tempo, la differenza tra essere umano e felino inizia a scomparire e Miyo rischia di restare gatto per sempre.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: 泣きたい私は猫をかぶる
Attori principali: Mirai ShidaMirai ShidaNatsuki HanaeNatsuki HanaeKoichi YamaderaKoichi YamaderaHiroaki OgiHiroaki OgiMinako KotobukiMinako KotobukiKensho Ono, Susumu Chiba, Ayako Kawasumi, Sayaka Ohara, Daisuke Namikawa, Eri Kitamura, Shin-ichiro Miki, Rei Sakuma, Oolongta Yoshida, Fukushi Ochiai, Saki Yonemoto, Mostra tutti

Regia: Junichi SatoJunichi SatoTomotaka ShibayamaTomotaka Shibayama
Sceneggiatura/Autore: Mari Okada
Colonna sonora: Mina Kubota
Fotografia: Shinya Matsui
Produzione: Giappone
Genere: Orientale, Drammatico, Fantasy, Romantico, Animazione
Durata: 104 minuti

Dove vedere in streaming Miyo - un amore felino

Sbilanciato / 30 Gennaio 2021 in Miyo - un amore felino

I disegni sono meravigliosi, l’idea non è male, ma il film è sbilanciato e a un certo punto cambia registro perdendo il filo e riprendendolo in maniera stiracchiata. Piacevole, ma forse un po’ tutto troppo (pure nei sentimenti)

Un amore di gatto. / 27 Settembre 2020 in Miyo - un amore felino

Muge è una ragazzina di tredici anni molto estroversa ed esuberante e profondamente innamorata del suo compagno di classe Hinode, ragazzino molto timido e riservato che mal digerisce le sue continue e plateali avance.
Grazie a una maschera la ragazzina un giorno si trasforma in una gatta. Le nuove sembianze le permettono di avvicinarsi discretamente al suo innamorato e allo stesso tempo di scappare da una delicata situazione familiare.
Quanti di noi vedendo un gatto per strada appisolato al sole o sul divano di casa abbiamo pensato tra noi: “quanto vorrei essere un gatto, vivere una vita paciosa e senza preoccupazioni!” Muge vive questa esperienza e comprende come, in fondo, vivere una vita da gatto non sia così priva di rischi.
Una love story dolce e delicata che tratta temi importanti come il divorzio e le conseguenze che spesso reca ai figli, il bullismo e l’emarginazione, la depressione, il sentirsi diversi.
Il risultato finale è buono, grazie anche all’ottimo character design. I personaggi sono poco approfonditi e hanno poca originalità ma alla fine è un film che si lascia guardare senza pretese.

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Anime sbilanciato. Come la sua protagonista / 1 Luglio 2020 in Miyo - un amore felino

Miyo – Un amore felino (Nakitai watashi wa neko wo kaburu), il nuovo lungometraggio dello Studio Colorido (Volevo solo mangiare il tuo pancreas), è un anime fanta-romantico che si basa sulle leggende tradizionali legate a yōkai (diciamo, i demoni) con aspetto felino, come i bakeneko e i nekomata. Secondo alcune leggende giapponesi, infatti, i gatti (neko), similarmente alle volpi (kitsune) e ai cani procioni (tanuki), hanno poteri metamorfici e sono in grado di evolversi in creature sovrannaturali capaci di assumere anche l’aspetto umano.
La protagonista dell’anime Colorido, l’adolescente Miyo, acquista la capacità di diventare un gattino bianco, indossando una magica maschera ricevuta da quello che sembra proprio un bakeneko, un gatto mostruoso molto grosso capace di muoversi sulle zampe posteriori. Grazie a questo potere, Miyo entra in intimità con Kento, uno schivo compagno di scuola che, credendola un gattino randagio, la accoglie benevolmente in casa, profondendosi in tenerezze e confidenze.

A fronte di un apparato scenico che azzardo a definire commovente, con fondali iper dettagliati e una bella rappresentazione della ruralità contemporanea nipponica, Miyo – Un amore felino non mi è piaciuto: è un film prolisso e sbilanciato (in questo senso, proprio come la sua protagonista, che inciampa, rotola e casca appena può), in cui i sentimenti sono sempre (inutilmente) esasperati (ok, è un cartone jappo, ma qui si esagera un po’).
Eppure, offre diversi spunti narrativi interessanti (il rapporto genitori-figli e la mancanza di dialogo, il bullismo scolastico, le belle amicizie). In sostanza, a prer mio, difetta in compattezza ed esagera coi sentimentalismi: credo che, finora, sia l’anime in cui ho sentito più volte pronunciare la frase Ti amo.

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