Recensione su Miele

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20 Maggio 2013

Ero curioso di vedere questo esordio alla regia di Valeria Golino e per di più alle prese con un tema delicatissimo quanto scabroso come quello dell’eutanasia e alla fine mi pare di poter dire : “buona la prima” . Ci sono, è vero , alcuni eccessi nell’uso dei simbolismi , come l’uso continuo delle cuffie ad alto volume , le corse in bicicletta , ma soprattutto le lunghe nuotate in mare (con la muta salvo una sequenza significativa in cui lei si sfila la parte superiore ) per sottolineare un bisogno interiore di pulizia , di estraniamento dal suo terribile “lavoro”, ma la psicologia del personaggio di “Miele” e della sua “non vita” mi sembra sia stata messa sufficientemente a fuoco .
Mi è anche parso cinematograficamente interessante il momento in cui la protagonista fissa per alcuni secondi il suo sguardo direttamente verso l’obiettivo della macchina (cosa che normalmente non si fa ) quasi a voler chiedere allo spettatore una condivisione , una giustificazione al suo comportamento .
Jasmine Trinca , col suo corpo ormai efebico , mi è parsa molto convincente oltre che bella (ho un debole per lei) , ma tutto il cast si è dimostrato all’altezza .
Non un capolavoro , ma un film che non mi ha deluso.

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