Recensione su Midnight in Paris

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Woody sognatore malinconico: quanto ci sei mancato. / 16 Giugno 2012 in Midnight in Paris

Parigi è il più delizioso dei mostri: là bella donna; più in là, vecchia e povera; qui nuova come la moneta di un nuovo regno; in quell’angolo, elegante come una signora alla moda[…]Bello spettacolo! Ma, oh, Parigi, chi non ha ammirato i tuoi cupi paesaggi, i tuoi squarci di luce, i tuoi vicoli ciechi profondi e silenziosi; chi non ha udito il tuo mormorio, tra mezzanotte e le due del mattino, non conosce ancora nulla della tua vera poesia, né dei tuoi strani contrasti […] Per alcuni, Parigi è triste o gaia, laida o bella, viva o morta; per essi Parigi è una creatura; ciascun uomo, ogni settore di casa è un lobo del tessuto cellulare di questa gran cortigiana di cui conoscono perfettamente la testa, il cuore e il carattere capriccioso. Honorè De Balzac.

E’ la Ville Lumiere il centro nevralgico di Midnight in Paris, con il protagonista(un Owen Wilson sorprendente) che ne esamina i borghi, ne spia le viuzze, si inserisce nei suoi ricordi, tra le sue vecchie fotografie e le sue antiche melodie che si sentono più che mai reali. Woody Allen viene da un mezzo passo falso come Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, ma sembra completamente guarito e pare che abbia dimenticato la sua triplice parentesi londinese, per tornare a fare ancora una volta il suo cinema sognante nella sua forma migliore. L’apertura è una mini guida turistica per le strade di Parigi, con particolare attenzione ai cambiamenti climatici nella città, guidati dalle splendide melodie Sidney Bechet. Come in Manhattan, anche Parigi ha il suo prologo tra le luci e le ombre dello splendido agglomerato cittadino, ed è probabilmente l’unica città, tra quelle visitate da Allen in questi anni, a meritarla veramente. Al centro della storia sta l’idea del protagonista, Gil, sceneggiatore di successo che vorrebbe scrivere un romanzo ma non trova la giusta ispirazione, di voler cambiare epoca, per trasferirsi dal noioso tran-tran quotidiano nella Parigi anni venti. E chi viene in mente quando si pensa alla Parigi di quegli anni? Picasso, Fitzgerald, Dalì, Bunuel, Hemingway, Man Ray. E allora ecco che il sogno si trasforma in realtà. Dalla mezzanotte, come in ogni favola che si rispetti, Parigi cambia forma, trasformandosi in un carosello culturale, pieno di luci, di suoni, di bellezze femminili, trasportando il buon Gil in una dimensione onirica e fantastica, proprio la sua epoca preferita, la Parigi anni venti. Come in ogni film di Allen che si rispetti, il regista ha bisogno di una musa e in questo caso la trova in Adriana(Marion Cotillard, perfetta, che diventerà anche la musa del protagonista), amante di Picasso e di Hemingway che infine troverà la sua epoca perfetta lontano da Gil. La parabola dell’americano in Francia ha sempre affascinato in ogni modo scrittori, musicisti e cineasti dall’alba dei tempi e stavolta Allen riesce a tingerla della sua classica ironia e del suo ottimo sarcasmo, diventando un grande poeta. La morale finale potrebbe sembrare spicciola e un po’ telefonata, ma è senza dubbio quella giusta per concludere un gran bel sogno come questo. Midnight in Paris è il miglior Allen degli anni zero, perché, come già successo con Accordi e disaccordi e Radio Days, quando il cineasta newyorkese fa un film su una delle sue passioni, ne esce sempre qualcosa di grandioso. La scelta del cast, che negli ultimi Allen era diventato molto grande senza riuscire a valorizzare gli attori che proprio di una valorizzazione avevano bisogno, stavolta è ottima: Dall’americanissima Rachel McAdams, ai suoi due divertenti genitori, al bravo Michael Sheen, espertissimo della Ville Lumiere, da Adrien Brody che fa Dalì alla Katy Bates che fa Gertrude Stein e così via. Una lettera d’amore ad una grandissima città, nella sua bellezza assoluta che riesce a catturare l’occhio degli spettatori con grande stile e grande forza. Non un capolavoro, ma qualcosa che va molto vicino a questo. Se siete dei sognatori malinconici, pronti in ogni modo a sostenere che vorrebbero essere nati in altre epoche o anche se solo avete bisogno di ispirazione o volete anche divertirvi un po’, Midnight in Paris è il film per voi. Diffidate dalle imitazioni, è questo il vero Woody.

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