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Recensione su Midnight in Paris

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Bentornato, Woody! / 16 dicembre 2011 in Midnight in Paris

Un film che profuma di libro e che sembra essere incrostato di pittura, che ti permette di fluttuare in un mondo tutto tuo, gustando la fantasia di poterti assaporare un bicchiere di vino con chi, dal passato, ispira quotidianamente il tuo presente attraverso le sue opere.
Il film si carica di un po’ troppi stereotipi tipici di uno sguardo extraeuropeo, che, però, alla fine non stonano eccessivamente, poichè contribuiscono a raccontarti una fiaba che a volte ti pare così possibile, nelle tue fantasie, da sembrarti reale. Un esempio: prima ancora che venisse rivelata l’identità di Hemingway, il film mi aveva già trasportato in “The Sun Also Rises”, poi sempre più lontano, attraverso una continua associazione di idee e sensazioni. Uno dei rarissimi casi in cui cinema e letteratura si fondono in un connubio perfetto (cosa molto diversa dalla fastidiosa banalità di commenti tipo “Il libro è molto più bello”. Qui si incontrano e si sposano con armonia due arti totalmente diverse tra loro che troppo spesso si tendono a paragonare annullandone le rispettive peculiarità).
Irresistibile, infine, il cinico umorismo di Inez, che costituisce, forse, quel necessario e improvviso trasalire che ti riporta alla realtà delle cose.
Una piacevole sorpresa dopo tante recenti delusioni firmate Allen.

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