Recensione su Miami Vice

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MI-AMI O NO? / 27 Luglio 2019 in Miami Vice

Avete presente quando un film non è abbastanza brutto da essere definito tale ma nemmeno bello da salvarsi? Ecco…”Miami Vice” di Michael Mann è quel tipo di film.
La sceneggiatura di Mann è semplice e sbrigativa tanto che il film comincia come se fosse già il secondo tempo. Peccato che questa fretta privi l’opera della tensione necessaria per buona parte delle due ore e rotte di durata.
La vera delusione però arriva dalla scrittura dei personaggi e specialmente dei suoi due protagonisti. Sonny&Rico dovrebbero essere il motivo principale d’attrazione per il pubblico. Peccato che i due non abbiano nessun tipo di background, ne una storia con la quale conquistarci ne un rapporto reciproco degno di nota. In definitiva ci ritroviamo a seguire le avventure di due eroi mono dimensionali.

Ciò che permette al film di galleggiare è l’operato di Mann in cabina di regia. Pochi registi al mondo possono vantare la tecnica di Michael Mann e anche qui ci dimostra di sapere il fatto suo. Gira tutto in digitale infondendo alla sua creatura un singolare effetto di “anti-realismo”. Tanta macchina a mano, tanta alternanza di lenti per vivacizzare il nostro punto di vista, tanta grana e rumore video nelle riprese notturne. Questa storia del rumore video sta diventando una sorta di firma d’autore per Mann. La troviamo in quasi tutti i suoi film. C’è a chi piace…a me personalmente no.

Come sempre nei film di Mann la colonna sonora ha uno spazio importantissimo nell’economia della pellicola e anche qui è molto diversificata. Passiamo da un brano di Nina Simone ad uno di Moby passando per i Linkin Park.

Non un brutto film ma nemmeno qualcosa di memorabile. Ad essere sinceri sembra di più un tentativo di nobilitare un revival commerciale dandogli una pennellata di autorialità che fa tanto intellettuale.

VOTO: 6 di stima

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