Recensione su Metropolis

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Metropolis, quasi cent’anni di fantascienza / 13 Gennaio 2013 in Metropolis

Uno dei film che più mi piace rivedere è Metropolis.
Giorni fa ne riapprezzai i contenuti. Fritz Lang è il suo regista, forse questa è la sua opera più famosa ma vorrei segnalarvi anche M – Il mostro di Düsseldorf.
La pellicola in questione ha influenzato stilisticamente sia Blade Runner sia Brazil. Uno dei primi film fantascientifici, del 1926.
Il regista, ci porta nel 2026 anno in cui le divisioni in classi suggerite da Marx sembrano acuirsi a tal punto da avere un mondo diviso, anzi una città utopica (Metropolis) divisa in:
RICCHI industriali, capitalisti, viventi negli sfavillanti grattacieli e POVERI operai sfruttati che lavorano come macchine senza sosta. Anzi, una sosta ce l’hanno, quando si rifugiano nel loro ghetto. La particolarità della cosa è che i ricchi sembrano neanche ricordarsi di ciò.
Il capo di tutto e di tutti è un dittatore, ma che dico dittatore, un imprenditore. Un industriale che vive nel palazzo raffigurato nel poster, quello più alto, quello più grande, quello più luminoso.
La tranquillità apparente dei ricchi viene scossa dall’ingresso, in un giardino pensile, di operai uniti a Maria (donna angelo, richiamo alla religione?). Qui vi era il figlio dell’imprenditore sopra citato, l’esperienza lo segnerà a tal punto da decidersi a visitare il sottosuolo e il mondo che non è suo.
Il funzionamento dei macchinari, la vita e gli abusi che subiscono i suoi “fratelli” lo porteranno …

Da vedere !

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