Recensione su Metal Gear Solid: Philanthropy

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Qui Snake, mi ricevete? / 29 Dicembre 2013 in Metal Gear Solid: Philanthropy

Nei miei precedenti anni di vita Metal Gear Solid aveva avuto un ruolo di grande rilievo nel mio universo videoludico. Giocai con gran piacere al primo capitolo per PS, per poi proseguire con Sons Of Liberty e Snake Eater per PS2. Capite bene che venire a conoscenza dell’esistenza di un film basato sul capolavoro di Hideo Kojima mi ha praticamente fatto brillare gli occhi.
Lo ammetto. Sono partito un po’ prevenuto prima di vederlo, per svariati motivi. Il primo è che di solito i film tratti dai videogame non riescono mai a catturarne appieno l’essenza e solitamente lasciano un forte senso di delusione. Il secondo è che questo si tratta di un fan film, quindi dotato di tutti i limiti del caso.
Metal Gear Soldi Philantrophy riesce, invece, a rompere tutte le barriere del pregiudizio. Il film è coinvolgente, curato e soprattutto è visibilmente frutto di un lavoro basato sulla passione, caratteristica che di solito è assente nelle pellicole tratte dai videogame.
Vedere inoltre che questa pellicola è un lavoro esclusivamente made in Italy, fatto con un budget misero di 10000 euro, fa sorridere ancora di più.
I personaggi sono tutti ben curati. Talamini è perfettamente calato nella parte di Snake (la voce è imitata alla perfezione). Nicola Cecconi e il suo Pierre LeClerc sono una spalla comica perfetta, mentre l’Elizabeth Laeken interpretata da Patrizia Liccardi è un personaggio misterioso, la cui natura sembra destinata ad essere svelata poco a poco.
La CGI è bella da vedersi. Non sarà di altissimo livello, ma è godibile. Non dimenticate che si tratta pur sempre di un fan film. Sceneggiatura, regia e montaggio buonissimi. Fantastici i titoli di testa, che ricalcano perfettamente quelli del videogame. Le musiche poi sono veramente ottime.
Le citazioni sono tante e tutte ben inserite. Dal codec, dotato della stessa suoneria di quello del gioco, agli enormi e letali Metal Gear.
Chi ha amato l’opera di Kojima non rimarrà deluso. Chi invece crede che i film tratti dai videogiochi siano tutti scadenti e che gli italiani debbano fare solo commedie, sì.

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