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Recensione su Io, me & Irene

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Descending Farrelly / 8 agosto 2017 in Io, me & Irene

Forse, è il film dei Farrelly che, fra quelli visti finora, mi è piaciuto di meno, insieme a Lo spaccacuori.
Non so spiegare bene bene perché, dato che gli ingredienti (comprese le trivialità, ma quelle fanno parte del gioco e, qui, non le discuto) sono grossomodo quelli degli altri film, ma questa commedia l’ho -come dire- patita un po’.

Salvando l’indiscussa plasticità di Carrey e il senso di fraternità e inclusione che sembra trasparire sempre dai film dei Fratelli (qui, addirittura, oltre a dedicarsi come sempre ai “diversi”, riservano tutti i titoli di coda alle immagini che raffigurano ogni comparsa del film, anche quelle le cui scene sono state tagliate in fase di montaggio!), il film non mi ha divertita particolarmente, forse a causa di una trama invero abbastanza banale e campata per aria, al di là della schizofrenia del protagonista.

Temo di dover attribuire un po’ di colpa anche al doppiaggio italiano, affidato al pur sempre bravo e compianto Tonino Accolla che pure ha curato altri adattamenti dei lavori dei Farrelly, precedenti e posteriori a questo (vedi, Amore a prima svista e Tutti pazzi per Mary).
Durante alcuni passaggi, è praticamente impossibile capire cosa dicono i personaggi: fra giochi di parole e strane modulazioni vocali, si perdono intere battute.
E Andrea Pezzi voce narrante…
Oimemì, sono sempre periodi bui, quelli (abbastanza ciclici) in cui il doppiaggio nostrano viene affidato alle star (?) del momento.

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