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Recensione su Quel fantastico peggior anno della mia vita

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Triste e commovente, ma con criterio / 25 luglio 2017 in Quel fantastico peggior anno della mia vita

Il giovane Greg ha passato la sua vita cercando di essere l’inosservato per eccellenza. Così si prepara al suo ultimo anno di liceo, senza veri amici, senza problemi, senza rapporti. Eccezione, il suo unico vero amico Earl, con il quale tra l’altro realizza dei film ispirandosi ai classici del cinema. E’ a questo punto che la madre lo sprona ad andare a trovare Rachel, sua compagna, da lui sempre trascurata come ogni altra persona, alla quale è stata diagnosticata la leucemia. Per il ragazzo sembra un noioso obbligo, ma, piano piano, tra i due nasce una sincera e vera amicizia che coinvolge anche l’amico Earl e, alla fine, senza voler eccedere in particolari spoiler, sarà in grado di modificare sensibilmente la vita del giovane. Quando si parla di argomenti del genere si finisce facilmente ed inevitabilmente in momenti tristi e drammatici. Questo film, specie nella parte finale, non è da meno, ma, come ho detto nel titolo, c’è un criterio, non è la solita roba strappalacrime. Del resto si parla di giovani, di problemi, di relazioni e rapporti, e questi personaggi (con un ottimo cast tra l’altro, non ci saranno nomi da urlo, ma sono tutti bravissimi) rendono alla grande, perché li senti reali. Tanto nei momenti tragici che in quelli più da ridere (perché, diciamolo, si ride anche in questo film, a volte nemmeno poco, l’umorismo nero quando è ben usato è sempre un ottimo argomento). Bello poi anche il fatto di citare, principalmente tramite il fatto della passione del cinema del protagonista, tante pellicole che hanno fatto la storia, di ogni genere. Consigliato davvero.

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