Recensione su I compari

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Un piccolo cult / 17 Settembre 2020 in I compari

Che non vedevo questo film era parecchio, l’ultima volta che lo vidi non lo amai, lo riscontrai molto avventato, insensato, quasi patetico, che non aveva alcun nesso con i criteri del genere. Ora invece, diciamo che mi sono ricreduto, in quello che è stato per molti anni un film “lasciato da parte”. Un western diretto da Altman, il padre della New Hollywood, degli amori difficili, delle situazioni complicate di una donna, della nascita dei dissidenti e della violenza conformista, non c’è da stupirsi infatti che proprio in questo film molti dei temi “newhollywoodiani” sono presenti: il protagonista MacCabe – Warren Beatty – si presenta molto debole sia caratterialmente che alla pistola, incapace di dichiarare il suo amore alla mrs.Miller – Julie Christie -, mentre lei è molto più forte dell’uomo, bisbetica, donna “factotum” in grado di gestire molti ruoli da sola, con l’imprudenza di farsi pagare ogni qualvolta i due soci fanno l’amore – cosa che ho apprezzato molto, forte riflessione sulla rivincita di una donna, di una rivalsa verso l’opposizione dei due mondi di faccia “maschio/femmina” che all’epoca era in pieno vigore, basti pensare a “Alice non abita più qui” o “Una donna tutta sola” -. Insomma, questo film non sarà ricordato per essere un grande western, non è certo violento come “Il mucchio selvaggio” ma sicuramente più possente e romantico di “Romantico avventuriero”. La sequenza finale è letteralmente agghiacciante, dolorosa, graffiante. La regia è di un’eleganza magistrale che di fatto si sposa raffinatamente con una fotografia straordinariamente diegetica, in armonia con gli ambienti e i personaggi. If you haven’t done it yet, go and see it!

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