Recensione su Max Payne

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9 Giugno 2011

Bel film tratto dal videogioco e con molte scene ispirate proprio al videogioco.
Max Payne = Massimo dolore (la pronuncia è la stessa anche se si scrive in maniera differente). Massimo dolore è sia quello che infligge ai suoi avversari ma soprattutto quello che infligge a sè stesso, isolandosi dal resto del mondo e cercando una sua vendetta privata.
Assomiglia vagamente a Charlie Parker (il detective di Connolly) anche se qua è ancora più solo, con una ragazza che cercherà di dargli una mano.
Mark Wahlberg è praticamente perfetto nella parte, bella Mila Kunis; si intravede anche la recente bond girl Olga Kurylenko.
Invece come nemico Amaury Nolasco (il Sucre di Prison Break) non ce lo vedo proprio (ma forse perchè lo lego troppo al personaggio del telefilm).
Anche nel film ci sono alcune scene al rallenty, tipiche del videogioco e dell’esperimento chiamato bullet time (reso famoso da Matrix) in cui il giocatore può temporaneamente “rallentare il tempo” (si può interpretare come un momento in cui il protagonista è particolarmente concentrato), avendo così la possibilità di prendere la mira nel modo migliore e sopravvivere a sparatorie contro più avversari.

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