Recensione su Il commissario Pelissier

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Un malsano chiodo fisso / 8 giugno 2017 in Il commissario Pelissier

Elegante dramma psicologico travestito da polar: un irreprensibile e rigidissimo Michel Piccoli (e la rigidità è estremamente funzionale al personaggio, per cui, chapeau) interpreta un ex-magistrato passato a fare, come dice lui (perlomeno nella versione italiana), il celerino, perché ossessionato dal fatto di poter garantire con assoluta sicurezza un criminale alla giustizia solo se questi viene colto in flagranza di reato. In funzione di quella che è una vera paranoia, Pelissier (che, tra l’altro, a dispetto del titolo nostrano, non è commissario, da quel che ho capito) sacrifica tutta la sua vita: sentimento, relazioni interpersonali, lo stesso spirito di sacrificio al lavoro è fortemente deviato e reso malsano dal suo chiodo fisso.
Splendida la Schneider: la scena della vasca ci ha consegnato un paio di sue indimenticabili pose e un sorriso che, ancora oggi, fa dolere il cuore.

Bella la descrizione della malavita parigina e l’uso dei contesti, ridotti essenzialmente alla colorita triade strada (comprensiva di sfasciacarrozze e bar), alcova e questura.

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