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  • “Tu credi che gli adulti sappiano quello che fanno? E’ tutta una finta”.

Recensione su Matinee

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“Tu credi che gli adulti sappiano quello che fanno? E’ tutta una finta”. / 24 febbraio 2017 in Matinee

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Key West, Florida, è posto paradisiaco dove chiunque vorrebbe vivere. Ma nell’ottobre del 1962, in piena crisi missilistica era anche il posto degli Stati Uniti più vicino a Cuba (90 miglia, dicono spesso i protagonisti) e allora forse, tra elicotteri, aerei a reazioni e navi piene di marines, la ridente località perdeva molto della sua attrattiva.
In questo scenario si svolge il racconto di un gruppo di ragazzi che, nonostante il mondo attorno a loro sembri sull’orlo della catastrofe con la gente sotto la costante paura della bomba, fremono all’idea, tra insensate esercitazioni antibomba e primi amori, di assistere alla prima di “Mant”. Proiettato in “Atomo Vision”, allo spettacolo sarà presente anche il regista Lawrence Woolsey, il maestro del brivido neanche tanto velatamente ispirato al reale William Castle, famoso più per le sue bizzarre trovate pubblicitarie (tipo le polizze di assicurazione sulla vita fatte firmare agli spettatori prima dello spettacolo) che per il reale valore delle sue pellicole.
Secondo me, il miglior film di Joe Dante, regista che più degli altri, forse anche più di Spielberg, ha saputo restituire la nostalgia dell’infanzia e di un cinema ormai quasi scomparso, riportandolo in una dimensione e in un’epoca quasi magica, dove il sense of wonder degli spettatori era stimolato più dalla loro stessa fantasia che da quello che effettivamente si vedeva sullo schermo. Un’epoca dove il livello di sospensione dell’incredulità era su una soglia molto più bassa di quella di oggi e bastava veramente poco per volare con la fantasia. Dante fu uno dei primi a usare, anche prima di Tarantino, il gusto della citazione non con intenti parodistici, ma come omaggio ai film della propria infanzia, quelli di serie B, proiettati in doppi spettacoli e tanto criticati dai benpensanti.
Fantastico John Goodman nei panni dell’istrionico regista.

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