8 Recensioni su

Match Point

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IL Woody Allen che adoro / 18 Settembre 2015 in Match Point

Sceneggiatura stupenda secondo me ed ha voluto spingersi oltre con questo film: un mix di passione, tragedia e omicidio. Colonna sonora di Caruso azzeccatissima che è la ciliegina sulla torta per questo film.

Un bel compitino ma non è Allen / 11 Marzo 2014 in Match Point

Tanto mi era piaciuto Midnight in Paris tanto mi ha lasciato insoddisfatto questo Match Point. Intendiamoci il film è fatto bene tecnicamente ineccepibile, in alcuni momenti sembra veramente Allen il regista, ma nella visione globale a me è sembrata una buona imitazione, come se il maestro avesse solo supervisionato l’opera da lontano e con distacco, ma senza lampi geniali, senza sussulti, senza ironia.
La storia non è originalissima, e purtroppo dopo una mezzora si trascina straccamente senza luci e senza ombre, tutti hanno capito quello che succederà, e al momento del primo bacio tutta la sala ha un moto di sollievo. Di Allen abbiamo giusto i rimandi dei dialoghi in galleria d’arte, delle scene d’amore sotto la pioggia, e di alcuni scorci d’inquadratura del Tamigi, che ricordano Mahnhattan . Non mi ricordo un dialogo, una battuta, un cammeo da portare e conservare di questo film. Fosse stata un opera prima di un giovane regista sarei stato più generoso nel giudizio, ma da Allen mi sarei aspettato altro, per lo meno un film “riconoscibile” …

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21 Aprile 2013 in Match Point

Viene definito dallo stesso regista “il suo capolavoro”. Sinceramente lo trovai un film normale. Non ho mai avuto voglia di rivederlo.

20 Aprile 2013 in Match Point

L’ho trovato una sorta di “Beautiful” con tresche e bugie in nome della passione…non mi piace.
Ovviamente ogni volta che Scarlett Johansson viene sullo schermo ci si rifà gli occhi alla grande, e qui è davvero bellissima, quindi la sufficienza, dal canto mio, viene dalla bellezza dell’attrice, più che da quella del film.

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24 Gennaio 2013 in Match Point

Chi ha letto la lunga, appassionata bio-intervista “Conversazioni su di me e tutto il resto” saprà bene che Match Point viene ritenuto da Woody il suo miglior film.
Un film che si discosta (ancora una volta) dal prediletto modello della commedia comico/colta, quella che ha reso Allan Stewart Konigsberg il Woody Allen che tutti conosciamo e (chi più, chi meno) amiamo.
Senza Manhattan, Annie Hall o Zelig, film assolutamente unici, Woody non sarebbe Woody, c’è poco da dire. Di film del livello di Match Point (per quanto sia un buon livello), invece, ce ne sono a bizzeffe, a mio modesto parere.
Quindi per questa volta non riesco ad essere d’accordo col Maestro.
Lungi da me voler giudicare i suoi gusti e la sua valutazione della propria carriera cinematografica, ovviamente, ma questa sua ostentata preferenza per Match Point la ritengo un tentativo senile di farsi prendere un pò di più sul serio.
Woody è sempre stato un amante del Grande Cinema, Bergman in primis. Ma non è il Suo cinema. E volersi accostare a generi a lui non congeniali non può che portare a risultati sicuramente non eccellenti.
Nei film “seri” di Allen, ho gradito di più la sconclusionatezza delle peregrinazioni filosofiche di Settembre che la scientificità della costruzione tragica di Match Point.
Che, ripeto, è comunque un buonissimo film.
Ma per me Woody è un genio per Manhattan, non di certo per Match Point.. ecco, volevo dire questo.
Tutto ciò premesso, Match Point è sicuramente un noir d’impatto, che coinvolge soprattutto nel seguire psicologicamente la travagliata vicenda sentimentale di Chris (ottima interpretazione di Rhys Meyers, ancorchè alle sue parole sia spesso data un’enfasi ed una monotonia ridondante – forse il difetto principale del film).
Il tema della menzogna, ok, ma anche quello, tutt’altro che secondario, della fortuna: una palla da tennis che colpisca il nastro della rete può cadere al di là o al di qua del campo.
Allusione freudiana, la lettura di Delitto e castigo di Dostoevskij da parte del protagonista in pochi fotogrammi. Ma anche lì: Woody è appassionato di letteratura russa (e del grande Fedor Michajlovic in particolare)… però quando ci ha scherzato sopra, come in Amore e Guerra, il risultato è stato qualcosa di fortemente originale… mentre in questo caso non può che risultare una delle ennesime variazioni sul tema.
Infine, ottima, a mio avviso, la scelta musicale di Donizetti.

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13 Gennaio 2013 in Match Point

Allen va a Londra e azzecca la tragedia. Cinica e intensa pellicola che focalizza la vita e la sua casualità tra fortuna, passione ed ascesa sociale.

Un film amaro, ma con i piedi per terra. / 20 Agosto 2012 in Match Point

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

«Chi disse: “Preferisco avere fortuna che talento” percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no e allora si perde.»

Con questo monologo iniziale, Allen ci inserisce in un contesto mentale in cui tutto sembra essere legato alla fortuna. O alla S-fortuna, dipende. Elementi centrali dell’intera pellicola.
E di fortuna, ne è ben carico Chris, talentuoso tennista irlandese, che una volta allontanatosi dall’agonismo, si trasferisce a Londra, come maestro del suddetto sport. In quest’ambito socializza con una famiglia dell’alta borghesia locale, entrandone, per via di un matrimonio, a far parte. E così si dà il via al circolo vizioso che plasmerà la mentalita di Chris, con questo rispettabile modo di vivere (case lussuose, teatro, autista personale etc), via via sempre più irrinunciabile.

Ma quando tutto sembra andare per il verso giusto, quando la perfezione della vita sembra toccare livelli quasi nauseanti, ecco che entra in gioco la S-fortuna. E la sfortuna di Chris fu conoscere Nola. Bella, seducente, ma non di certo benestante. Inizialmente la passione fra i due sembrerà colmare la fredda routine piatta e meccanica di Chris con la moglie Chloe, ossessionata dall’idea di avere un figlio e perciò meno disposta al puro desiderio sessuale, ormai visto solo come un “dovere”. Ma avendo Nola, Chris poteva riuscire benissimo ad essere soddisfattto in tutto, anche in quest’ambito. Felicità casalinga, con lavoro e soldi a palate e felicità sessuale, con l’amante.
Ma quando le cose iniziano a farsi pericolose, ecco che Allen ci mostra la vera debolezza umana, sempre dominata dal fato, dalla casualità, dal destino.

► ATTENZIONE: d’ora in poi PERICOLO SPOILER ◄

Nessun lieto fine per Match point, che ci spiattella in faccia la dura realtà dell’egoistica razionalità umana. La decisione di non rinunciare al proprio benessere economico e sociale, liberandosi, in ogni modo, di ogni altro intralcio pur di salvaguardare questa sopravvivenza garantita.

In sostanza, è da vedere!

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1 Aprile 2012 in Match Point

atmosfera da tragedia greca

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