Recensione su Master & Commander - Sfida ai confini del mare

/ 20036.9250 voti

Film molto bello, non sembra neanche preso da un romanzo di O’Brian … / 22 giugno 2017 in Master & Commander - Sfida ai confini del mare

Peter Weir ha fatto un capolavoro. Non perchè il film SIA un capolavoro (è un’opera eccellente, ma definirla capolavoro sarebbe troppo), ma perchè l’ha fatto ispirandosi (per fortuna molto liberamente) ai libri di Patrick O’Brian, ovvero uno dei più grossi e noiosi bluff letterari (e già si fatica a parlare di “letteratura” …) degli scorsi decenni. Se c’è un esempio che non è vero che un film sia sempre peggiore del libro dal quale è tratto, è questo.
Chi non ci crede, vada a leggersi (ahilui) “Ai confini del mare”, ovvero il libro che fa da fonte di ispirazione primaria per questo film.

Tanto quanto il libro è noioso, pedante, sciatto e privo della minima emozione e della minima simpatia per gli stessi personaggi (Maturin a parte, forse), tanto il film è efficace nel mostrare i caratteri dei protagonisti e nell’imbastire una vicenda bellica (che nel libro, incredibilmente, manca!) che si lascia seguire con interesse. Da applauso la battaglia iniziale, satura di effetti sonori (abbassatevi per evitare le schegge di legno quando arrivano le cannonate …), stile “Salvate il soldato Ryan” trasportata in pieno oceano due secoli fa.
E sottolineo ancora che la parte bellica è praticamente tutta farina del sacco di Weir e del co-sceneggiatore John Collee, perchè nel libro ispiratore di O’Brian, incredibile a dirsi, non c’è una sola battaglia …

Weir ha trasformato in un quasi-capolavoro i romanzi più sciatti e bolsi che siano mai stati scritti sulla marineria (roba buona più che altro per velisti da salotto, fanatici modaioli dell’America’s Cup).
W la Settima Arte, a questo punto.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext