Recensione su Il ritorno di Mary Poppins

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Imitazione grottesca dell’originale Mary Poppins / 11 Dicembre 2019 in Il ritorno di Mary Poppins

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Posso apprezzare l’impegno, anche la parte a cartoni è stata fatta molto simile a quelle che erano le tecniche di animazione degli anni ’60, i luoghi sono ricreati molto bene e anche la casa stessa. Ma niente di più.
Il film è piatto, conosco bene l’originale e posso dire che la Mary Poppins di questo sembra più fredda e meno dolce di quella originale; la storia è abbastanza banale ma la cosa più grottesca è l’aver costruito l’intero film su scene che vanno palesemente a citare/imitare/omaggiare l’originale, a tratti quasi sembrando una presa in giro o una “taroccheria”. Decisamente inutile e brutto.
Chi conosce bene l’originale troverà le scene di questo estremamente simili: la banca, gli spazzacamino (ora lampionari), l’entrata nel disegno (ora vaso) e tante altre.
Tutto questo porta al risultato finale di un film che sembra costruito più come imitazione che come film a sé stante, o “continuum” del primo.
Forse uniche scene un po’ degne di nota la scena con il lupo (che fa molto Disney anni 60/70 tipo Bianca e Bernie, la carica dei 101 o gli Aristogatti) e la scena della scalata al Big Ben.
La domanda che viene spontanea è: perché fare un seguito, con un cast molto importante, riciclando anche due Attori con la A maiuscola come la Lansbury e Van Dyke, ultranovantenni, per fare un film che ha come punti di forza unicamente i punti in comune con il suo predecessore?
Dov’è finita la fantasia?
Avrebbero potuto fare una meraviglia, per un po’ ci avevo sperato, ma è difficile fare un seguito degno, dopo un capolavoro come l’originale.

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