Il ritorno di Mary Poppins

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Il ritorno di Mary Poppins

Londra, 1935. I piccoli eredi di Casa Banks, Michael e Jane, sono ormai cresciuti e, addirittura, Michael è diventato padre di tre bambini. In famiglia, c'è bisogno di un aiuto concreto ed ecco che fa ancora capolino nella sua vita la splendida Mary Poppins, la migliore governante della sua infanzia.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Mary Poppins Returns
Attori principali: Emily BluntLin-Manuel MirandaBen WhishawEmily MortimerPixie DaviesNathanael Saleh, Joel Dawson, Julie Walters, Meryl Streep, Colin Firth, Jeremy Swift, Kobna Holdbrook-Smith, Dick Van Dyke, Angela Lansbury, David Warner, Jim Norton, Noma Dumezweni, Tarik Frimpong, Sudha Bhuchar, Steve Nicolson, Christian Dixon, Christopher Godwin, John Dagleish, Karen Dotrice, Ian Conningham, Billy Barratt, Felix Collar, Kate Attwell, Chris O'Dowd, Mark Addy, Edward Hibbert, Jon-Scott Clark, Calvin Chen, Craig Stein, Leon Cooke, Alex Sturman, Tara Nicole Hughes, Bernardo Santos, Johanna Thea, Jag Patel, Nina Kumar, David Gambier, Jeremy Azis, Bern Collaço, Steve Carroll, Nick Owenford, Martyn Mayger, Alex Jaep, Richard Price, Fran Targ, Raj Awasti, Ash, Shay Barclay, Ashley Birchall, Johnny Bishop, Michael Carroll, Jack Harrison-Cooper, Sean Corrie, Momar Diagne, Antony Edwards, Aston Newman Hannington, Jake Moyle, Marlon Pelayo, James Revell, Ted Rogers, Charles Ruhrmund, Christopher Scott, Zac Smith, Jahrel Thomas, John White, Teneisha Bonner, Lavinia Fitzpatrick, Hannah Kenna-Thomas, Jennifer Leung, Rachel Muldoon, Cassie Rogers, Lorraine Stewart, Antonio Raul Corbo
Regia: Rob Marshall
Sceneggiatura/Autore: David Magee
Colonna sonora: Marc Shaiman
Fotografia: Dion Beebe
Costumi: Sandy Powell, Yvonne Duckett, David Davenport
Produttore: Rob Marshall, Callum McDougall, Marc Platt, John DeLuca, John DeLuca
Produzione: Usa
Genere: Commedia, Musica, Fantasy, Famiglia, Musical
Durata: 131 minuti

Imitazione grottesca dell’originale Mary Poppins / 11 Dicembre 2019 in Il ritorno di Mary Poppins

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Posso apprezzare l’impegno, anche la parte a cartoni è stata fatta molto simile a quelle che erano le tecniche di animazione degli anni ’60, i luoghi sono ricreati molto bene e anche la casa stessa. Ma niente di più.
Il film è piatto, conosco bene l’originale e posso dire che la Mary Poppins di questo sembra più fredda e meno dolce di quella originale; la storia è abbastanza banale ma la cosa più grottesca è l’aver costruito l’intero film su scene che vanno palesemente a citare/imitare/omaggiare l’originale, a tratti quasi sembrando una presa in giro o una “taroccheria”. Decisamente inutile e brutto.
Chi conosce bene l’originale troverà le scene di questo estremamente simili: la banca, gli spazzacamino (ora lampionari), l’entrata nel disegno (ora vaso) e tante altre.
Tutto questo porta al risultato finale di un film che sembra costruito più come imitazione che come film a sé stante, o “continuum” del primo.
Forse uniche scene un po’ degne di nota la scena con il lupo (che fa molto Disney anni 60/70 tipo Bianca e Bernie, la carica dei 101 o gli Aristogatti) e la scena della scalata al Big Ben.
La domanda che viene spontanea è: perché fare un seguito, con un cast molto importante, riciclando anche due Attori con la A maiuscola come la Lansbury e Van Dyke, ultranovantenni, per fare un film che ha come punti di forza unicamente i punti in comune con il suo predecessore?
Dov’è finita la fantasia?
Avrebbero potuto fare una meraviglia, per un po’ ci avevo sperato, ma è difficile fare un seguito degno, dopo un capolavoro come l’originale.

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Voto 5 / 2 Giugno 2019 in Il ritorno di Mary Poppins

Una sola domanda: perché?

Nessuna magia / 15 Aprile 2019 in Il ritorno di Mary Poppins

Un seguito che non ripete la magia dell’originale. Certo, il primo Mary Poppins l’ho visto quando avevo cinque anni, e a quell’età tutto ti sembra magico; in ogni caso, non vedo grandi qualità in questo secondo episodio. La storia arranca senza grandi invenzioni verso un finale scontato; l’unico momento abbastanza emozionante è la scalata al Big Ben. Emily Blunt sembra una nanny molto più severa di Julie Andrews, se la memoria non mi inganna (sono passati un bel po’ di anni). Le canzoni, infine, non lasciano il segno. Insomma, per farla breve, il film non ha nulla di supercalifragilisticexpialidocious (tant’è vero che la parola, incomprensibilmente, non viene mai pronunciata).
L’unica meraviglia del film è la presenza di Dick Van Dyke, uno dei protagonisti del film originale, che torna sulla scena all’età di 92 anni, e per giunta in ottima forma.

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