Recensione su Martyrs

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16 Febbraio 2013

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Francese (ca alors putain-merde nom d’un chien), una ragazza entra una domenica mattina in casa di una famiglia-mulino-stanco e la abbatte a colpi di fucile. Questo non la salva dal continuare a vedere fantasmi che le dilaniano la carne a colpi di coltelli (o rasoi, o quel che passa il convento). Lei muore, la sua amica non è che se ne va, ecchessò, scema? Apre una botola e scopre che nei sotterranei di quella casa un’organizzazione segreta (tipo quella di Hostel) tiene e tortura delle vittime prese a caso per farli diventare martiri. L’idea è farli soffrire abbastanza di modo che possano trascendere il dolore, e poter guardare in faccia la morte, fargli una pernacchia e raccontare poi che aspetto avesse (ola, chica morte, que pasa? Guapa-qui, guapa-là). OVVIAMENTE è subito scritturata, rasata, picchiata, drogata (per farla breve solo lo stupro non si fa) e per finire con metodo scarnificata. Questi francesi son davvero antipatici. Italia-pizza, Spagna-paella (cazzo, ho fameeee). E diventa supermartire special one. E morirono tutti felici e contenti.
(oh, verso la metà, quando facendo leva con un cacciavite cercava di estrarre dei chiodi dalla testa di un’altra martire a metà, riconosco, un po’ ho patito. Ma che vuoi che sia, chiodo scaccia chiodo)

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