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Recensione su Marie Antoinette

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Il voto è per costumi e scenografia / 17 ottobre 2017 in Marie Antoinette

Non mi pare di aver mai visto un film di Sofia Coppola (al contrario di quelli del padre, che già con solo Il Padrino sarebbe da glorificare) anche perché, a parte forse Lost in Translation, non li ho mai trovati interessanti. Mi è capitato di vedere questo film qui, e, diciamolo subito, è stato alquanto noioso, esattamente, forse giusto un pochino meglio, come me lo aspettavo. Il cast è sicuramente di tutto rispetto (Kirsten Dunst è Maria Antonietta, Jason Schwartzman è Luigi XVI, poi, tra i tanti altri ci sono Rip Torn, Asia Argento (vabbè….), Danny Huston e pure un giovane Tom Hardy in un ruolino minore. Il problema è che il film, oltre ad essere piuttosto fiacco (onestamente non penso importi a molti di vedere gli sfarzi di Versailles, la giovane austriaca con il marito che non vuole fare il suo compito matrimoniale -diciamo così-, lei che si lascia prendere dal lusso e dalla lussuria del posto), presenta un personaggio che a me personalmente non riesce proprio a starmi simpatico, tanto più che la parte che ho maggiormente gradito è quella finale, con la Rivoluzione che incombe, purtroppo giusto accennata, ma ci stava. Ci sono comunque delle cose positive: a me la regia di Sofia Coppola è sembrata più che discreta, e poi, ciò che ha alzato di tanto il voto -anche se il 6 resta un miraggio, sia chiaro- sono le bellissime ambientazioni, scenografie e i costumi, veramente perfetti. Particolare la scelta di mescolare musica classica con gruppi come Siouxsie and the Banshee, The Cure e così via (che oltretutto non gradisco particolarmente, ma non si può pretendere sempre di avere l’hard rock in periodi inusuali, vedi “Il Destino di un Cavaliere”). Insomma, stupendo da vedere, noioso e antipatico quanto il personaggio protagonista da guardare, con la storia piuttosto sottovalutata tra l’altro. Ma almeno poi, anche se poi la situazione degenerà ulteriormente, risuonerà la Marsigliese.

3 commenti

  1. Stefania / 19 ottobre 2017

    Benché non ti sia piaciuto questo film, mi permetto di consigliarti di vedere almeno un altro dei lavori della Coppola: ti accorgerai che si somigliano tutti molto e che la noia che hai provato è un elemento voluto e costante della sua filmografia 🙂 Pensa che azzardo: Sofia Coppola è consapevole di fare film “noiosi” che parlano di cose “noiose” e ne fa un suo punto di forza. Da quello che ho capito finora, guardando i suoi film, ho notato che la Coppola ama scandagliare l’adolescenza femminile e mostrare la complessità e l’ “inarrivabilità” delle ragazze: la sua Maria Antonietta è giustamente odiosa, perché è niente più che una ragazzina chiamata a essere improvvisamente donna, è fuori posto, inadeguata, soprattutto è troppo giovane e risponde alla “chiamata” come può, cioè adattandosi, comportandosi in maniera frivola come, in fondo, le viene richiesto 🙂 Un po’, ho provato a parlarne anche qui: https://www.nientepopcorn.it/notizie/l-inganno-femminilita-filmografia-sofia-coppola-55450/ E, se mai avrai voglia di assaggiare ancora il cinema della Coppola, ti consiglio il suo film che, finora, mi è piaciuto di più (p.s.: non sono una fan sfegatata di questa regista, ma apprezzo certe sue peculiarità 😉 ), Il giardino delle vergini suicide.

  2. nighthawk989 / 19 ottobre 2017

    Ciao Stefania, grazie mille per i consigli e le informazioni. Sicuramente è una tematica un po’ particolare per me, comunque senz’altro sono interessato ad approfondire, io infatti ho sempre voluto vedere Lost in Translation (forse più per la presenza di Bill Murray, ma mi pareva comunque interessante) e mi guarderò senz’altro anche il film che mi hai detto. Qui sai, per me giocava il fatto che non mi piace proprio il personaggio storico in sé (peso che sarebbe lo stesso discorso se mi capitasse di vedere il film della Thatcher con Meryl Streep per dire…), la poca attenzione data agli eventi storici e la troppa data a scene, come dici te, anche volutamente “noiose”. Comunque poi appena me lo vedrò, ti dirò che ne penso 🙂

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