2016

Mademoiselle

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Mademoiselle
Mademoiselle

Ispirato al romanzo 'Ladra' di Sarah Waters. Corea, 1930. Durante l'occupazione giapponese del Paese, una ladra ed un affascinante truffatore intendono trarre guadagno da una ricca famiglia nipponica. La donna si insinua nella casa, facendosi assumere come cameriera, arrivando a sedurre la sua padrona.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: 아가씨
Attori principali: Kim Min-heeKim Tae-riHa Jung-wooCho Jin-woongKim Hae-sookMoon So-ri, Lee Yong-nyeo, Lee Dong-hwi, Jo Eun-hyung, Han Ha-na, Lee Kyu-jung, Kim See-eun, Ha Si-yeon, Kim Eun-yeong, Jeong Ha-dam, Kim In-woo, Seon Uk-hyeon
Regia: Park Chan-wook
Sceneggiatura/Autore: Park Chan-wook, Chung Seo-kyung
Colonna sonora: Cho Young-wuk, Hong Dae-sung
Fotografia: Chung Chung-hoon
Costumi: Cho Sang-kyung
Produttore: Miky Lee, Syd Lim, Park Chan-wook
Produzione: Corea del Sud
Genere: Orientale, Drammatico, Thriller, Romantico
Durata: 145 minuti

Visivamente sontuoso / 16 Gennaio 2018 in Mademoiselle

Visivamente sontuoso, con scene costruite perfettamente (cito soltanto tra cento quella in cui le due protagoniste escono dalla casa con le valigie in mano, fermandosi ogni volta per spalancare le porte di carta), il film ha qualche piccola mancanza dal punto di vista narrativo. Se infatti la prima sorpresa della trama arriva imprevista allo spettatore impreparato, il seguito è già più facilmente indovinabile (anche se gli indizi seminati da Park rimangono abbastanza enigmatici), rimandando alle formule leggermente usurate del tradimento incrociato e della narrazione da punti di vista diversi. E resta il sospetto che il regista abbia fatto un po’ troppo affidamento sull’aspetto erotico della vicenda, sfiorando qua e là nell’esibizione della splendida nudità delle sue attrici la gratuità.

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L’ancella / 2 Gennaio 2017 in Mademoiselle

Dopo aver riletto in chiave vampiresca, con il suo Thirst, il ”Teresa Raquin” di Zola, Park Chan-wook torna nuovamente a ispirarsi ad un romanzo ( ”Ladra”, di Sarah Waters ), realizzando, in questo caso, l’ossimoro più elegante che si possa creare tra una rivisitazione e la sua matrice. L’antitesi, creatasi nel contesto, che vede la Corea del Sud degli anni ’30 sovrapporsi alla Londra vittoriana del libro, invece di tradursi in un connubio di paradossi e facili qui pro quo, diviene l’elemento di maggiore interesse, sublimandone il testo.
La potenza visiva di Park Chan-wook, già ammirata in Old Boy, e in altri suoi lavori, è lampante anche in The Handmaiden, la cui veste grafica, tendente al cromatismo, ne risalta gli amplessi, protesi all’eros e alle sue connotazioni intimistiche.
Sesso, amore, violenza, ambiguità, tutto si mescola alla perfezione, giocando anche, e particolarmente, con allegorie hitchcockiane, che vivificano la già brillante sceneggiatura, che non fagocita l’erotismo a favore di una più moraleggiante e bigotta visione.

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