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Interceptor, il guerriero della strada

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Interceptor, il guerriero della strada
Interceptor, il guerriero della strada

Da quando ha perso la moglie e il figlio, uccisi da una banda di motociclisti, l'ex poliziotto Max Rockatansky vaga solitario per il deserto australiano. A bordo della sua automobile e in compagnia del suo cane, Max si sposta da un posto all'altro finché non incontra un gruppo di persone che, come lui, quotidianamente lotta per la sopravvivenza in un mondo post-apocalittico in cui si sta esaurendo il petrolio, per il quale la gente è disposta ad ammazzare coloro che ne sono in possesso.
schizoidman ha scritto questa trama

Titolo Originale: Mad Max 2
Attori principali: Mel GibsonBruce SpenceMichael PrestonMax PhippsVernon WellsKjell Nilsson, Emil Minty, Virginia Hey, William Zappa, Arkie Whiteley, Steve J. Spears, Syd Heylen, Moira Claux, David Downer, Kristoffer Greaves, Max Fairchild, Tyler Coppin, David Slingsby
Regia: George Miller
Sceneggiatura/Autore: Terry Hayes, George Miller, Brian Hannant
Colonna sonora: Brian May
Fotografia: Dean Semler
Costumi: Norma Moriceau
Produttore: Byron Kennedy
Produzione: Australia
Genere: Azione, Drammatico, Thriller, Fantascienza
Durata: 96 minuti

Il ritorno di Max Rockatansky. / 19 Febbraio 2017 in Interceptor, il guerriero della strada

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Sequel di “interceptor” ambientato dopo una catastrofe nucleare che ha spazzato via quasi ogni forma di civiltà, a maggior ragione nell’outback, dove già non godeva di ottima salute. Max, ancora a bordo della sua automobile, è trasformato da poliziotto vendicativo a moderno eroe senza nome, sul modello di quelli dei western, vestito di pelle dalla testa ai piedi. Demotivato, disilluso, senza legami, se non quello col suo cagnolino, decide controvoglia di unirsi alla difesa di un convoglio di due autocisterne cariche di benzina, preso di mira da una banda di feroci predoni.
Raro caso di sequel migliore dell’originale, “Il Guerriero della Strada” è ancora più teso e violento del precedente, con un montaggio magistrale e forsennato che rendono le scene dell’inseguimento nel deserto un’esperienza unica e ineguagliabile, girata in maniera tecnicamente perfette senza l’aiuto di trucchi scenici particolari. Tanta perfezione e realismo purtroppo costarono la vita a tre stuntman, coinvolti in un disastroso incidente con le auto.
Memorabile anche la figura del capo dei predoni, Humungus che, con la sua frase “il terrore è il nostro alleato”, ci mostra come il potere usi la paura per assoggettare i più deboli. Prima fornisce una prova di forza alla pacifica comunità, poi si mostra clemente e le lancia un ultimatum. Quando questo non è accettato, si lancia in una terribile minaccia, prova della sua vera indole: “Avete osato sfidarmi! La mia vendetta sarà terribile, non avete più scampo! Nessuno di voi uscirà vivo! Nessuno! Io, Lord Humungus, vi bagnerò nel vostro sangue! (…) Ammazzateli tutti! Fate tremare tutta la terra! Piombate su di loro come falchi e squartate i loro fetidi corpi! Impalateli con le vostre lance, cavateli gli occhi! Questa notte sarà il nostro trionfo! Squarceremo le tenebre con la nostra forza!”.
“Interceptor – Il guerriero della Strada” ebbe ancora più successo del precedente e spalancò a Miller le porte di Hollywood. Il suo film successivo sara una co-produzione americana e disporrà per la prima volta di un grosso budget che permetterà di imbastire una storia di più ampio respiro, anche se il risultato finale non sarà convincente come il secondo film.

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Il secondo Mad Max: una virata decisa verso la distopia e il punk / 19 Dicembre 2016 in Interceptor, il guerriero della strada

Il secondo capitolo della saga di Mad Max, dopo la fortuna del primo episodio, vira con decisione verso il distopico (probabilmente influenzato da Carpenter e il suo 1997: Fuga da New York), caratterizzando fortemente la pellicola e rendendola di fatto autonoma dal film originario (nonostante esso sia richiamato nell’incipit).
Ciò costituisce il pregio e forse anche un po’ il limite di questa nuova opera di George Miller: da un lato la spinta verso l’antiutopia introduce novità importanti ed evita la caduta nella ripetizione; dall’altro la connotazione punk è a tratti esagerata e caotica.
In ogni caso, si tratta di un sequel che tiene il passo del suo predecessore, cosa che avviene con rarità nel cinema e in particolare in ambiti fantastici come questo.
La sceneggiatura ha qualche forzatura abbastanza evidente, ma tutto sommato la storia regge bene grazie a continue invenzioni (anche se i richiami ad altre opere sono molteplici, dall’Iliade di Omero – come è stato fatto giustamente rilevare da qualche critico – al Duel di Spielberg, fino ai western anni Sessanta).
Mel Gibson è sempre più lanciato nel firmamento del cinema mondiale, nonostante un’interpretazione (ancora una volta) minimalista.
Per il resto buona parte del merito va a stuntman formidabili (che in alcuni casi si son fatti male seriamente) e alla eccezionale bravura di Miller nel dirigere le scene d’azione.
I due Mad Max (e in particolare questo secondo episodio) si innestano nel filone distopico post-apocalittico, che aveva fino ad allora prodotto poche pellicole di livello (escludendo cioè i b-movies imbarazzanti), come il Soylent Green di Fleischer.
A partire dagli anni Ottanta vi sarà invece un’inflazione del genere, che il primo film di Miller ha sicuramente contribuito a sviluppare.

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MAD MEL – MAX MILLER / 10 Febbraio 2016 in Interceptor, il guerriero della strada

Un gioiello senza tempo che ha influenzato centinaia di centinaia di opere derivate. Un opera dalla potenza visionaria di un regista con pochi picchi ma che picchi. Il film è fruibile anche senza aver visto il precedente capitolo (che consiglio di vedere come prequel di questo) dato che all’inizio c’è una sorta di introduzione.

Un futuro barbaro e distopico fanno da sfondo alle vicende di un uomo senza meta.
George Miller rafforza il suo sequel post-apocalittico premendo con forza sull’acceleratore dell’action e mette in scena alcune acrobazie stunt mai viste fino a quel momento. Il ritmo è frenetico dall’inizio alla fine e Mel Gibson in ogni inquadratura trasuda carisma nonostante spiccichi quattro parole in croce. I villain sono i tipici villain anni ’80…fanno schifo senza equivocità.
Un film cazzutissimo che intrattiene lo spettatore in un turbine di polvere e gasolio.

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