L'uomo venuto dall'impossibile

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L'uomo venuto dall'impossibile

Londra 1893. Lo scrittore H.G. Wells inventa la macchina per viaggiare nel tempo, ma questa viene usata da Jack lo Squartatore per giungere nel ventesino secolo e far perdere le proprie tracce. Wells dovrà inseguirlo nel tempo per catturarlo.
marcomaffei12 ha scritto questa trama

Titolo Originale: Time After Time
Attori principali: Malcolm McDowellMalcolm McDowellDavid WarnerDavid WarnerMary SteenburgenMary SteenburgenCharles CioffiCharles CioffiKent WilliamsKent WilliamsAndonia Katsaros, Patti D'Arbanville, James Garrett, Keith McConnell, Leo Lewis, Byron Webster, Karin de la Penha, Geraldine Baron, Laurie Main, Joseph Maher, Robert Shaw, M.C. Gainey, Clement von Franckenstein, Read Morgan, Jim Haynie, Shelley Hack, Corey Feldman, Mostra tutti

Regia: Nicholas MeyerNicholas Meyer
Sceneggiatura/Autore: Nicholas Meyer
Colonna sonora: Miklós Rózsa
Fotografia: Paul Lohmann
Produttore: Herb Jaffe
Produzione: Usa
Genere: Azione, Fantascienza, Romantico
Durata: 112 minuti

Dove vedere in streaming L'uomo venuto dall'impossibile

Molti difetti, ma ancora gradevole / 18 Luglio 2019 in L'uomo venuto dall'impossibile

Rivisto a distanza di molti anni, Time after Time mostra tutti i suoi difetti: il viaggio nel tempo viene mostrato con effetti risibili, che impallidiscono di fronte a quelli del vecchio The Time Machine di George Pal; il tema promettente dello choc del futuro del viaggiatore viene sfruttato solo parzialmente; alcune scene chiave, come la colluttazione finale, sono girate in modo assai poco perspicuo, per cui non è del tutto chiaro cosa avvenga davvero; Mary Steenburgen, la protagonista femminile, è insopportabilmente svampita (e il doppiaggio italiano aggrava ancora di più la cosa). Eppure il film risulta nel complesso godibile. Il merito, credo, sta quasi tutto in Malcolm McDowell, che seppur lontano dai fasti delle sue grandi interpretazioni riesce a rimanere in equilibrio tra ironia e dramma, e tra senso di smarrimento e dinamismo. David Warner è un po’ a disagio ma incute comunque una certa paura, e la trama offre qualche momento di suspense.
Lo spettatore distratto può restare interdetto dalla mancanza di una scena in cui H.G. e Amy ritornano indietro nel tempo di tre giorni dopo aver visto il giornale del futuro, ma l’evento è ovviamente implicito in quello che segue.

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Time after time… / 1 Febbraio 2017 in L'uomo venuto dall'impossibile

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il tema del viaggio nel tempo torna alle origini letterarie del mito moderno, non trasponendo il classico La Macchina del Tempo (1895), già portato efficacemente sullo schermo nel 1960 da George Pal, ma rendendo protagonista l’autore stesso, Herbert George Wells.
Nella Londra del 1893 alcuni amici sono riuniti a casa di H. G. Wells (Malcom McDowell), che ha inventato una macchina del tempo ma che non ha ancora avuto il coraggio di sperimentare. Uno di questi è il dottor John Stevenson (David Warner), costui altri non è che l’efferato assassino conosciuto col nome di Jack lo Squartatore, che imperversava all’epoca per le strade della città. Svelata la sua vera identità durante la riunione, questi fugge con la macchina di Wells nel 1979 e in virtù della rotazione terrestre si ritrova a San Francisco invece che a Londra.
La macchina ha un sistema di sicurezza che la riporta, vuota, alla data di partenza. Wells, sentendosi in colpa per la fuga, lo insegue. Giunto anche lui nella California del 1979, scopre che il futuro non è libero dalla violenza, così come se lo era immaginato e che l’ex amico si è perfettamente integrato nel nuovo secolo.
Il film è basato, in parte sul romanzo Time After Time (che poi è anche il titolo originale della pellicola) di Karl Alexander, uscito in contemporanea alla pellicola, e in parte sul romanzo dello stesso H. G. Wells, almeno nella premessa della riunione tra amici.
Il fascino del viaggio nel tempo gode in quest’opera di un’ottima sceneggiatura che mescola in modo brillante atmosfere da commedia con quelle dell’horror, della fantascienza e del giallo classico.
Il regista e sceneggiatore, Nicholas Meyer, aveva d’altronde scritto un paio di romanzi con protagonista Sherlock Holmes e in futuro dirigerà due dei film più interessanti della saga di Star Trek (il secondo e il sesto) e il film Tv catastrofico The Day After (1983).
A interpretare Wells, Malcom McDowell, in uno dei suoi rari ruoli da protagonista positivo. David Warner è invece Jack lo Squartatore, perfettamente a suo agio nella parte. Come terza protagonista Mary Steenburgen, nel ruolo della futura moglie di Wells, che curiosamente interpreterà un altro film sui viaggi nel tempo anni dopo: Ritorno al futuro – Parte III (1990).

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L’uomo venuto dall’impossibile: uno squinternato viaggio nel tempo / 14 Giugno 2015 in L'uomo venuto dall'impossibile

Ingenuo come un b-movie degli anni ’50, in virtù di questa caratteristica generale lo spettatore è quasi portato ad essere sufficientemente indulgente nei confronti dei numerosi ammanchi narrativi che lo caratterizzano: chiudendo un occhio su un numero consistente di incongruenze (tra le quali, in primis, le tante approssimazioni cronologiche e biografiche, specie di Wells, ed il viaggio ingiustificato nello spazio, oltre che nel tempo), il film è abbastanza gradevole e propone in maniera “simpatica” benché filologicamente scorretta due temi sempiterni: il viaggio nel tempo e il mistero che ruota intorno a Jack lo Squartatore.

McDowell e David Warner abbastanza incolori.
Curioso che, qualche anno più tardi, Mary Steenburgen avrà a che fare ancora con una macchina del tempo, in questo caso quella di Ritorno al futuro: Parte III.

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