2001

L'uomo in più

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L'uomo in più
L'uomo in più

Due uomini, accomunati da un caso di omonimia, conoscono l'ebbrezza del successo e l'amarezza della perdita in seguito a un rovescio di fortuna. Il primo, Antonio Tony Pisapia, è un cantante melodico famoso e richiesto, arrogante e spregiudicato. L'altro Antonio Pisapia è un buon calciatore, riservato e onesto, che segna il goal della carriera durante una partita. Sia l'uno che l'altro faranno i conti con la propria vita quando questa irrimediabilmente li metterà da parte. Nastro d'Argento a Sorrentino nel 2002 come Miglior Regista Esordiente, Ciak d'oro alla Migliore Sceneggiatura.
scimmiadigiada ha scritto questa trama

Titolo Originale: L'uomo in più
Attori principali: Toni Servillo, Andrea Renzi, Nello Mascia, Ninni Bruschetta, Angela Goodwin
Regia: Paolo Sorrentino
Sceneggiatura/Autore: Paolo Sorrentino
Produzione: Italia
Genere: Drammatico
Durata: 100 minuti

. / 22 dicembre 2016 in L'uomo in più

Un film recitato benissimo (quando mai Servillo ha recitato malissimo e quanto è sexy poi) ma non ha suscitato in me nessuna empatia con la storia parallela dei due personaggi. La grande bellezza , per quanto mi riguarda , resta l'unico capolavoro di sorrentino e Servillo spa.

“Il pareggio non esiste” / 21 aprile 2014 in L'uomo in più

La prima pellicola da regista per Sorrentino è una doppia parabola di due uomini che condividono, oltre a nome e cognome identici, anche la minaccia di un destino beffardo e spietato.
Si passa dall'ascesa, con i due protagonisti all'apice delle loro rispettive carriere, il loro affermarsi come "uomini in più" nella vita, passando poi per il declino, con... continua a leggere » la tragicità di un futuro ignoto e fortemente negativo per loro.
Da segnalare le belle prove dei due volti protagonisti: Andrea Renzi, ma soprattutto Toni Servillo. Promossa con buoni voti anche l'apprezzabile ed originale colonna sonora.

6 marzo 2014 in L'uomo in più

Un buon film, semplice e ben confezionato. Due omonimi totalmente diversi (un ex calciatore che aspira al ruolo di allenatore da un lato, un cantante popolare sul viale del tramonto dall'altro) le cui storie, però, sembrano quasi combaciare in certi momenti. Inutile spendere parole sull'interpretazione di Toni Servillo, sempre una marcia in più.

Le idee più forti del budget… / 24 gennaio 2014 in L'uomo in più

Su suggerimento di un amico di QSNP e dopo la delusione del La grande Bellezza, mi sono avvicinato a quest'opera di Sorrentino, credo il suo primo lungometraggio. Veramente un film godibile a tutto tondo, bello e genuino come di solito solo le opere prime sanno essere, con tutte le difficoltà, i dubbi, i budget limitati... Servillo è superlativo, e man... continua a leggere » mano che la pellicola si dipana si migliora costantemente, fino al monologo nello studio televisivo, che vale da solo il prezzo del biglietto.
Sorrentino ci offre un lavoro scorrevole, dove poesia e cinismo, amore e sensualità, amicizia e interesse, sono le due facce della stessa medaglia, dove ognuno dei protagonisti è baro e vittima inconsapevole allo stesso tempo. I dialoghi sono semplici, ma non banali, tutto il cast è all'altezza, la fotografia e la scelta dei tagli, convincono appieno. La morale che dal mio punto di vista Sorrentino vuole trasmetterci, è che il mondo è fatto anche degli altri, che ognuno di noi ha dei limiti, ed il troppo egocentrismo spesso ci fa trascurare cose ben più importanti della vita, come l'amore per la propria famiglia, il rispetto verso se stessi e la lealtà verso gli altri.

18 gennaio 2014 in L'uomo in più

Film che mi ha colpito in pieno come un violento pugno nello stomaco, un film che mi ha preso e mi ha trascinata via come un fiume in piena, come un vortice, una rappresentazione di Napoli nella sua bellezza e drammaticità, lontana anni luce dai vari stereotipi e pregiudizi che vediamo ogni giorno, due personaggi dalla personalità opposta(Sorrentino si è... continua a leggere » ispirato per i suoi due personaggi ad Agostino Di Bartolomei, il grande capitano della Roma morto suicida nel lontano 1994 e Franco Califano, il malinconico cantante romano) uniti da un destino simile, atroce, sia nella fama che nella caduta.
E’ un film cinico, così come lo è la vita, così come lo è la società odierna, che non guarda in faccia a nessuno…
Sorrentino non lascia spazio all’ottimismo…alla fine non c’è una redenzione, né per i buoni, né per i cattivi…
Un film crudo, a tratti molto lento, ma di una bellezza quasi traumatizzante e sconvolgente…bellissimo il finale, profondo e poetico di un bellissimo tramonto sul golfo di Napoli.
Bravo Sorrentino, uno dei pochi talenti del nostro cinema.